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Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?
Movimento Apostolico - rito romano 
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Tutto ciò che Dio fa per noi, dalla creazione alla redenzione, nel tempo e nell'eternità è per purissimo amore. Lui è amore e per amore crea, salva, redime, giustifica, eleva, rende partecipe l'uomo della sua natura, lo accoglie nel suo regno eterno. Dio è carità che si dona in un patto di alleanza. Noi diamo a Lui la nostra vita, Lui dona a noi la sua.
Non ci sono diritti dinanzi al Signore da rivendicare. Dio non è in debito con nessuno, essendo Lui amore che previene sempre in misura sovrabbondante. La parabola che Gesù oggi racconta vuole rivelarci proprio questa caratterista dell'amore del Padre suo: ogni operaio per amore è cercato, per amore è inviato, per amore è ricompensato. Il Padre celeste dona sempre un salario d'amore, mai di giustizia. Mai ci potrà essere giustizia tra il tempo finito e l'eternità. Il nostro dono è di un istante. Il suo è senza fine. Il nostro è piccolo e limitato. Il suo è infinito e senza alcun limite di intensità, grandezza, durata, larghezza, profondità, altezza. Il suo dono è Lui stesso.
Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: "Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò". Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: "Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?". Gli risposero: "Perché nessuno ci ha presi a giornata". Ed egli disse loro: "Andate anche voi nella vigna". Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: "Chiama i lavoratori e da' loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi". Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: "Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo". Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: "Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?". Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
L'uomo però è assai meschino, dal cuore piccolo, dalla mente ristretta, dallo spirito molto corto. Tutto misura dalla sua invidia, gelosia, superbia, avarizia, giustizia terrena, avidità, bramosia, desideri impuri e immorali. L'uomo non possiede l'amore come suo metro di valutazione delle cose. Ma anche se usasse l'amore, il suo sarebbe sempre finito e limitato. Mai potrebbe essere come quello del suo Signore: eterno, infinito, divino, illimitato, incontenibile, non misurabile, immenso.
Quello di Dio è invece un amore divino, eterno, incommensurabile, infinito. Usare questo amore come misura delle cose è dare sempre il tutto per il niente, l'infinito per il finito, il divino per l'umano, l'eterno per il temporaneo. Non c'è misura e non ci sono paragoni. Il Paradiso non si può guadagnare né con una vita interamente data al Signore e neanche con un milione di vite. Anche un milione sarebbe dinanzi all'eternità come polvere sulla bilancia. La polvere che si deposita sulla bilancia non altera il suo peso e così i nostri giorni dinanzi ai giorni dell'eternità. Solo l'invidia non riesce a comprendere questa verità. Può Dio dare più che la sua eternità ad uno e meno della sua eternità ad un altro? Può dare più di Dio ad uno e meno di Dio ad un altro, dal momento che è sempre Dio il dono eterno ed infinito che si dona?
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli e Santi, liberateci da ogni invidia.