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Non date le cose sante ai cani
Movimento Apostolico - rito romano 
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Gesù chiede ai suoi discepoli di essere sommamente accorti, vigilanti, prudenti quando vanno per il mondo ad annunziare il Vangelo. Le cose sante, cioè i doni divini che loro hanno ricevuto e di cui sono depositari, non possono essere donati a tutti. Si danno a chi ne fa un uso santo. A chi invece vuole fare di essi un uso profano, bisogna evitare di consegnarli loro. Non si può fare della santità di Dio un uso peccaminoso.
Esempio di somma saggezza ce lo offre Pietro nel caso di Simon Mago: "Simone, vedendo che lo Spirito veniva dato con l'imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro del denaro dicendo: «Date anche a me questo potere perché, a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo». Ma Pietro gli rispose: «Possa andare in rovina, tu e il tuo denaro, perché hai pensato di comprare con i soldi il dono di Dio! Non hai nulla da spartire né da guadagnare in questa cosa, perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio. Convèrtiti dunque da questa tua iniquità e prega il Signore che ti sia perdonata l'intenzione del tuo cuore. Ti vedo infatti pieno di fiele amaro e preso nei lacci dell'iniquità». Rispose allora Simone: «Pregate voi per me il Signore, perché non mi accada nulla di ciò che avete detto». Essi poi, dopo aver testimoniato e annunciato la parola del Signore, ritornavano a Gerusalemme ed evangelizzavano molti villaggi dei Samaritani" (At 8,18-25). La fermezza di Pietro deve essere imitata sempre.
Altra vera fermezza è quella che San Paolo manifesta ai Corinzi, quando dice che chi mangia indegnamente l'Eucaristia, mangia e bene la propria condanna: "Quando vi radunate insieme, il vostro non è più un mangiare la cena del Signore. Ciascuno infatti, quando siete a tavola, comincia a prendere il proprio pasto e così uno ha fame, l'altro è ubriaco. Non avete forse le vostre case per mangiare e per bere? O volete gettare il disprezzo sulla Chiesa di Dio e umiliare chi non ha niente? Che devo dirvi? Lodarvi? In questo non vi lodo! Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga. Perciò chiunque mangia il pane o beve al calice del Signore in modo indegno, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore. Ciascuno, dunque, esamini se stesso e poi mangi del pane e beva dal calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. È per questo che tra voi ci sono molti ammalati e infermi, e un buon numero sono morti. Se però ci esaminassimo attentamente da noi stessi, non saremmo giudicati; quando poi siamo giudicati dal Signore, siamo da lui ammoniti per non essere condannati insieme con il mondo. Perciò, fratelli miei, quando vi radunate per la cena, aspettatevi gli uni gli altri. E se qualcuno ha fame, mangi a casa, perché non vi raduniate a vostra condanna" (Cfr 1Cor 11,17-34). La fermezza nel dare santamente le cose sante è segno di vera carità verso i fratelli. Il non dare a volte serve più che il dare, perché fa luce alla coscienza e le rivela la sua posizione non corretta dinanzi a Dio. Gesù ci vuole responsabili dei suoi misteri di grazia e di verità.
Oggi questo pericolo non esiste più perché si sta banalizzando ogni cosa e tutto si sta trasformando in una vuota e sterile ritualità. Tutto si sta abolendo della verità del Vangelo, anche l'esistenza della porta stretta. Tutti sono salvi per decreto eterno.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli e Santi, rendeteci responsabili.