Parole Nuove
Commenti al Vangelo e alla Liturgia
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Le mie pecore ascoltano la mia voce
Movimento Apostolico - rito romano  

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Martedì della IV settimana di Pasqua (17/05/2011)
Vangelo: Gv 10,22-30   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Gv 10,22-30)

Gesù parla ai Giudei per immagini, similitudini, parabole. In esse la verità è tutta intera, ma è come nascosta. Quanti sono semplici e puri di cuore, la comprendono perché lo Spirito Santo li illumina e li aiuta. Quanti invece sono superbi, arroganti, spiritualmente prepotenti, perché pieni di se stessi e delle loro convinzioni errate, false, bugiarde, ingannevoli, nulla comprendono. Hanno occhi e non vedono, orecchi e non sentono, intelligenza e non afferrano, hanno cuore che non si apre alla vera fede.
Gesù non può parlare apertamente. I cuori di molti sono ostili alla sua verità. Sono chiusi ad una sana rivelazione. I cuori superbi cercano la verità, ma per condannare Gesù, per toglierlo di mezzo perché persona scomoda religiosamente e socialmente. Per questo lo interrogano: "Fino a quando ci terrai nell'incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamene". La risposta aperta di Gesù non è per l'accoglienza, ma per la condanna. Non è per la fede, ma per l'ostinazione nell'incredulità. Non è per la conversione, ma per il loro radicamento nella più grande falsità.
Gesù risponde loro che non è la parola chiara, aperta, senza equivoci la verità di una persona. Tutti possono dire di se stessi quello che vogliono. Lo dicono, ma lo sono anche? Questo i Giudei avrebbero dovuto saperlo, anche perché secondo la loro Legge nessuno poteva testimoniare su se stesso. Gesù dona la regola eterna per sapere la verità di un uomo. Sono le sue opere. Attraverso le opere si rivela l'essenza di un cuore, di una vita, di una missione. Se le opere sono umane, la persona viene da se stessa. Se le sue opere sono divine, la persona viene da Dio. Se se le sue opere sono malvagie, cattive, maligne, la persona viene dal principe di questo mondo.
Gesù sta compiendo opere che solo Dio può compiere e nessun altro. Se Lui compie opere divine, è segno che Dio è con Lui. Se Dio è con Gesù è segno che Gesù è stato mandato da Dio. Dio mai potrà essere con una persona da Lui non mandata, non inviata, non incaricata. Ci sono le testimonianze delle opere e loro non credono. Perché? Perché non sono sue pecore. Il Padre non gliele ha date. Poiché non sono sue pecore, non credono neanche che Lui sia il loro Buon Pastore.
Che una persona sia vera pecora di Gesù lo attesta il fatto che essa mai si smarrirà nella falsità e nella menzogna del principe di questo mondo. Essa resterà invece sempre nella verità luminosa e splendente di Gesù Signore. Nessuno potrà mai strappare una pecora dalla mano di Gesù, perché la mano di Gesù è mano del Padre e il Padre è il più grande di tutti. Il Padre e Cristo sono una sola forza, una sola volontà di salvezza, una sola protezione e custodia, una sola carità, un solo amore, una sola luce, una sola santità, un solo desiderio di redenzione. L'unità tra Cristo e il Padre è inscindibile, inseparabile, dura per l'eternità. Nessuno mai li potrà dividere.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli e Santi, fateci vere pecore di Gesù .

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