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Parole Nuove Commenti al Vangelo e alla Liturgia a cura di www.qumran2.net |
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Chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno
Movimento Apostolico - rito ambrosiano 
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Nel Vangelo secondo Giovanni la risurrezione di Lazzaro, che giace nel sepolcro ormai da quattro giorni, è il segno dei segni che fa accelerare la condanna a morte da parte dei sommi sacerdoti e del sinedrio. Questo prodigio potente, che attesta la presenza di Dio nella vita di Cristo Gesù, anziché aprire i cuori alla fede, li spinge decidere, per invidia, l'eliminazione del suo Autore.
Quanto è avvenuto con Lazzaro, Gesù prima lo ha compiuto sul suo corpo, liberandolo dai lacci della morte e trasformandolo in corpo di gloria, di luce, corpo spirituale, incorruttibile, immortale, non soggetto più ai limiti della carne. Alla fine dei tempi lo farà con ogni altro corpo. Ogni corpo sarà da Lui trasformato e consegnato all'anima. La persona umana si ricomporrà e si presenterà dinanzi al Signore per il giudizio finale.
Cristo Gesù è il vincitore della morte, perché vincitore del peccato. Non è però vincitore di una sola morte, ma della morte in sé. Con Lui nasce una speranza nuova in seno all'umanità. La morte non è l'ultima parola sulla nostra storia. L'ultima parola è la risurrezione, il ritorno in vita, alla vita gloriosa per quanti hanno amato Gesù Signore.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli e Santi, aiutateci in questa fede.