Parole Nuove
Commenti al Vangelo e alla Liturgia
a cura di www.qumran2.net
inizio
Icona .doc Icona .pdf

"… ha costruito la sua casa sulla roccia"
don Luca Orlando Russo

don Luca Orlando Russo è uno dei tuoi autori preferiti di commenti al Vangelo?
Entrando in Qumran nella nuova modalità di accesso, potrai ritrovare più velocemente i suoi commenti e quelli degli altri tuoi autori preferiti!

IX Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (06/03/2011)
Vangelo: Mt 7,21-27   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Mt 7,21-27)

Leggendo questo brano del vangelo mi è venuto d'istinto di notare che Gesù non specifica se c'è una differenza tra colui che consapevolmente dice e non fa e chi dice e non fa dopo aver promesso a se stesso sinceramente di fare del proprio meglio, anche se i risultati non sono eccellenti. A chi di noi, infatti, non è capitato di veder smentita, proprio da se stesso, quella parola che con sincerità ha annunziato, pregato e celebrato. Nel mio ministero mi capita di dover incoraggiare persone che, coscienti dei propri limiti, vorrebbero rinunziare ad annunciare la parola del Signore. Il problema della coerenza con quanto si annunzia e si celebra è presente in tutti, nessuno può ergersi a maestro di coerenza e la storia della spiritualità cristiana ci insegna che i santi hanno sempre dichiarato, con umiltà, di essere i primi peccatori.
Alla luce di questa semplice considerazione mi sono chiesto se Gesù con le parole che chiudono l'impegnativo discorso della montagna non abbia voluto esortarci a riflettere sulla divisione tra il cuore e le labbra, divisione che impone ad ogni uomo una dose di umiltà massiccia e ci invita a non confidare sulle nostre povere forze. Anche a Gesù deve essere capitato di incontrare molti uomini e donne che, nel loro relazionarsi, si ponevano qualche metro al di sopra degli altri per il solo fatto che sapevano tanto di teologia e sapevano anche annunziarlo con tanta abilità, da apparire agli occhi dei loro ascoltatori vicini a Dio. Per fortuna, ci ricorda Gesù, l'appartenenza al regno dei cieli non dipende da quello che sappiamo, ma da quello che poi concretamente operiamo. Il mio vecchio parroco, ormai passato a miglior vita, mi diceva sempre di ricordarmi che i demoni ne sanno più di chiunque di teologia e, se volessero, potrebbero profetare molto meglio di qualunque battezzato, anche dei più grandi predicatori di cui è piena la storia della Chiesa.
La conclusione interessante, a mio parere, delle parole di Gesù è l'averci fornito con esse un criterio eccellente per fare discernimento nella nostra vita spirituale: guardare a quello che concretamente realizziamo, sono solo i frutti che dicono la bontà dell'albero.
Da queste parole ne usciamo con le ossa rotte se pensavamo che belle preghiere o belle parole potessero bastare per sentirci in comunione con Dio. Per costruire la nostra casa sulla roccia ed essere al sicuro quando ci troveremo ad affrontare le avverse condizioni della vita non ci resta che riconoscere la nostra incoerenza, chiedere umilmente perdono e la forza dell'amore per agire guidati dalla carità.
Signore, ci capita di commettere l'errore di identificarci più con le nostre parole che con le nostre azioni, ma tu ci hai insegnato che un uomo vale non per quello che dice, ma per quello che fa. Colma tu la distanza tra quanto conosciamo, ma non sappiamo ancora tradurre in gesti concreti di amore.
Buona domenica e buona settimana!

Valutazione: 0.0/5 (0 voti)