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Commenti al Vangelo e alla Liturgia
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Lunedì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario (Anno II) (15/11/2010)
Vangelo: Lc 18,35-43   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Lc 18,35-43)

Esistono due tipi di fede: quella utile e l'altra inutile. La fede inutile è l'accoglienza nel nostro cuore di una verità filosofica, metafisica, teologica di Dio, fatta di pensieri, riflessioni, principi, assiomi, deduzioni, infinite elaborazioni, in realtà tutte cose verissime su Dio, tuttavia Dio resta Dio e noi restiamo noi senza alcuna incidenza della fede nella nostra vita pratica bisognosa di salvezza. Questa fede è in tutto simile ad un trattato di medicina. Si conosce tutto sulla scienza medica, il malato però resta sempre malato, infermo, moribondo, incapace di prendere in mano la sua vita e il medico sempre in giro per il mondo a tenere conferenza sulla sua scienza. Questa scienza è inutile, perché non giova in nulla al malato, il quale rimane perennemente nella sua infermità, nel suo dolore, nella carenza quasi totale di vita.
Altra invece è la fede utile. È quella fede che stravolge l'esistenza, la cambia, la redime, la santifica, la innalza, la libera dalla bassa moralità, dona alla storia una dimensione di verità, carità, speranza, trascinandola verso il più grane bene non solo spirituale, ma anche materiale. La vera fede non è quella che attende la salvezza nell'eternità. È invece quella che opera la salvezza oggi, che dona speranza oggi, che crea comunione e unità oggi, che oggi libera dal peccato e da ogni morte spirituale, che oggi dona sollievo al corpo e allo spirito che giacciono prigionieri del peccato, del male, di tutte le conseguenze che il peccato e il male generano.
Noi tutti crediamo in Gesù. Ma Gesù incide poco sulla nostra vita. Lo seguiamo per curiosità, per entusiasmo, perché facciamo lo stesso percorso, perché lo vediamo famoso e vorremmo godere anche noi della sua notorietà. Lo portiamo anche in processione, fingiamo di pregare, cantare, Lui però resta Lui e non restiamo noi. Non c'è comunione di redenzione, salvezza, vera purificazione, autentica guarigione della nostra vita. Restiamo sempre così come siamo, senza mai un minuscolo cambiamento nella nostra vita operata in noi dalla nostra fede nella sua missione di salvezza.
Siamo in Gerico. Gesù passa. Un cieco sente un trambusto non usuale e ne chiede il motivo. Gli dicono che è Gesù il Nazareno che passa. Il cieco ha già sentito parlare di Lui, sa che è capace di sanare, guarire, liberare, operare ogni grazia e miracolo. Sente che è questa l'occasione della sua vita e si mette a gridare, a chiedere aiuto, a domandare un suo intervento liberatore. Ecco la fede utile. Sa chi è Gesù. Sa cosa può. Chiede per lui l'applicazione della sua potenza e della sua grazia. Chiede però senza arrendersi, senza stancarsi, senza lasciarsi influenzare da alcuno. Grida perché sa chi è Gesù e cosa Lui può fare oggi. Oggi passa la salvezza dinanzi alla a Lui.
Ecco chi è il nostro Dio: è la salvezza che passa dinanzi al nostro spirito, al nostro cuore, al nostro stesso corpo e passa per operare la liberazione della nostra anima, del nostro spirito, del nostro corpo. Se la nostra fede è utile, la salvezza si compie per noi. Se invece è inutile, rimaniamo ancora sulla strada a chiedere l'elemosina.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli e Santi, fateci di fede utile e santa.

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