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Imparate da me, che sono mite e umile di cuore
Movimento Apostolico - rito romano 
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Il cristiano ha un solo modello da imitare: Cristo Gesù. Per lui Gesù è Maestro, Modello, Esempio, Guida, che mai tramonta, mai viene meno, mai invecchia, mai perde il suo valore, mai potrà essere classificato come appartenete ad un passato che non ci appartiene più. Tutti gli altri sono da imitare nella misura in cui hanno imitato Cristo Gesù. Tutti gli altri invecchiamo e sono irripetibili, quindi inimitabili, anche perché la vita è personale, l'obbedienza è personale, la missione è personale, i carismi sono personali, il tempo storico è personale. Poiché tutte queste cose sono irripetibili, anche l'imitazione degli altri è irripetibile. È la loro vita. Mai potrà essere la nostra.
Gesù non ci chiede di imitarlo nelle sue forme storiche di vita, anche queste appartengo al suo tempo, alla sua storia. Anche queste sono irripetibili. Gesù ci chiede di imitarlo nella sua mitezza ed umiltà. Sono queste le due virtù cardini della sua vita, dalle quali scaturiscono tutte le altre assieme alle Beatitudini. Possiamo dire che mitezza ed umiltà sono le madri che generano in noi tutte le altre virtù e Beatitudini.
Con la mitezza noi consegniamo tutta la nostra vita, la poniamo nelle mani di Dio. Qualsiasi cosa ci accada in persecuzione, in martirio, in calunnia, in percorse, in umiliazione, in crocifissione, in flagellazione, in lapidazione, insulti, maldicenze, parole cattive, processi sommari cui si è sottoposti, noi lasciamo che avvenga, sapendo che è la volontà di Dio che permette tutte queste cose perché una più grande gloria salga a Lui attraverso di noi. Se Dio permette che il nostro sangue venga versato, che sia versato. Noi non sappiamo a cosa serve. Lui lo sa. La sua scienza perfetta e la sua infinita intelligenza conosce perché le cose devono accadere.
Con l'umiltà invece ci abbandoniamo perennemente alla sua volontà. Noi non ci chiediamo perché una cosa debba essere fatta ed un'altra lasciata. Non lo sappiamo. Non vogliamo saperlo. Non vogliamo mettere né i nostri pensieri né la nostra volontà nei pensieri e nella volontà del Signore. Il Signore comanda e noi obbediamo. Lui parla e noi ascoltiamo. Lui ordina e noi eseguiamo. Ciò che Lui vuole lo facciamo. Ciò che Lui non vuole non lo facciamo. La nostra obbedienza deve essere sempre perfetta, all'istante, senza neanche un attimo di intervallo tra l'ascolto della parola e la sua realizzazione. A questa umiltà perfetta tutti siamo chiamati.
Il giogo leggero, il carico soave che Gesù ci chiede di prendere sopra di noi è l'osservanza della sua Parola. La disobbedienza è pesante, gravosa, toglie la pace, è apportatrice di morti nefaste. L'obbedienza invece è leggera, non pesa, porta gioia, serenità, crea vita santa, favorisce la carità e l'amore, la comunione e l'unità. L'obbedienza è un albero i cui frutti sono di vita eterna per il mondo intero. L'obbedienza è personale, perché personale è il comando, la vocazione, il carisma, la risposta. Essendo l'obbedienza personale, anche la santità è personale, unica. Vergine Maria, Madre della Redenzione, Donna mite, umile, gradita a Dio per la tua pronta e sollecita obbedienza, insegnaci come ascoltare e realizzare la Parola. Angeli e Santi del Cielo, aiutateci a crescere nella mitezza e nella umiltà di Cristo Gesù.