Parole Nuove
Commenti al Vangelo e alla Liturgia
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In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli
Movimento Apostolico - rito romano  

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Martedì della XX settimana del Tempo Ordinario (Anno II) (17/08/2010)
Vangelo: Mt 19,23-30   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Mt 19,23-30)

Gesù è l'uomo della verità sempre. Noi molto spesso, se non addirittura sempre, siamo persone dell'accomodamento, dell'arrangiamento, dell'intrallazzo. Abbiamo un cuore di mucca, un cuore tenero, sensibile, umano, di carne, debole, fragile, che si lascia impietosire e non annunzia la verità, non dice la volontà di Dio, non profetizza la vera Parola. Noi siamo per la parzialità, il miscuglio, il dire e il non dire. Così agendo, mai potremo portare salvezza nei cuori, perché li priviamo della verità di Dio.
Gesù, pieno di Spirito Santo, confortato dalla sua sapienza ed intelligenza, guardando la realtà con gli stessi occhi del Padre, vede il pericolo di ogni attaccamento alla ricchezza e lo dice. Chi si attacca alla ricchezza difficilmente entrerà nel regno dei cieli. Non vi entra perché il cuore sarà schiavizzato così fortemente dai beni della terra da togliergli ogni respiro di obbedienza, di fede, di carità, compassione. I beni di questo mondo saranno il suo esigente padrone e lui vivrà solo per essi, dimenticandosi anche di fare qualche piccola, modesta, insignificante elemosina a qualche povero. Il ricco epulone non entrò nel regno dei cieli perché non vide il povero Lazzaro, coperto di piaghe, seduto dinanzi alla sua porta. Non lo trattò neanche come uno dei suoi cani.
Gesù non vede come noi. Noi abbiamo un cuore che ci inganna, un pensiero che ci depista, una volontà che ci porta fuori strada, una intelligenza e una sapienza che sono anche loro vittime e schiave della nostra bassezza morale e spirituale. Noi soffochiamo la verità, quasi mai la diciamo. Ignoriamo che solo la verità salva. La menzogna, la bugia, la falsità, l'errore, il sotterfugio, la commiserazione mai potranno redimere, riscattare, condurre nel regno di Dio una persona. Queste sono le armi del principe di questo mondo. Lui è il menzognero e il padre della falsità e dell'inganno.
Dio però, finché il ricco è in vita, sempre gli apre una porta di salvezza. La porta della salvezza del ricco sono l'esercito dei poveri che sempre stazionano dinanzi alla sua porta. Questo avvenne per il ricco epulone. Il Signore gli aveva mandato la chiave perché aprisse con essa la porta del Paradiso e si salvasse. Era il povero Lazzaro. Quel ricco cattivo, intento com'era a tenere gli occhi sempre fissi sul tavolo e sulle cose da divorare, non vive il prezioso dono di Dio e finì nell'inferno, nella dannazione.
Sempre il Signore ad ognuno di noi manda una chiave di salvezza, di redenzione. Sempre ci offre una grazia particolare di conversione. Noi stolti non la sappiamo riconoscere e ci perdiamo per sempre. Molte di queste chiavi noi le disprezziamo, le insultiamo, le respingiamo alle frontiere, lasciamo che si inabissano nel profondo del mare. Così facendo, si aprono per noi solo le porte della perdizione.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli e Santi di Dio, aiutateci a riconoscere e ad accogliere ogni chiave che il Signore ci manda per aprire la porta del Paradiso.

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