Parole Nuove
Commenti al Vangelo e alla Liturgia
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Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi!
Movimento Apostolico - rito romano  

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Giovedì della V settimana di Pasqua (06/05/2010)
Vangelo: Gv 15,9-11   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Gv 15,9-11)

Il Padre ha amato ed ama Gesù con un amore di generazione, di dono di vita. La vita del Figlio è dall'eternità dalla vita dal Padre. Gesù è dal Padre per generazione eterna. È dal Padre per un dono eterno di vita, della sua stessa vita.
Gesù ama i suoi discepoli generandoli nell'acqua e nello Spirito Santo ad una vita nuova, alla sua stessa vita, poiché li rende partecipi della natura divina, li fa suo corpo, tempio vivo dello Spirito Santo, casa della Beata Trinità sulla terra.
I discepoli sono perennemente dalla vita di Cristo Gesù, dalla sua carità, dal suo amore, dalla sua grazia e verità.
Cristo Gesù ha amato ed ama il Padre facendo sempre la sua volontà: "come in cielo così in terra". Cosa è l'obbedienza in Cristo Gesù? È ascolto per amare secondo il cuore del Padre. È ascolto per portare sulla terra tutto l'amore del Padre, tutta la sua vita, tutta la sua verità, tutta la sua essenza eterna.
I discepoli hanno amato ed amano Gesù se faranno per sempre la sua volontà, allo stesso modo che Lui ha fatto sempre la volontà del Padre. L'obbedienza nei discepoli è ascolto per portare nel monto, per rivelarla, per mostrarla, per renderla vivente in loro tutta la carità del padre, che è carità del Figlio, tutta la verità del Padre che è verità del Figlio. Attraverso l'obbedienza ad ogni Parola di Gesù, il discepolo diviene Gesù che vive e dona tutto se stesso al mondo per la sua redenzione eterna.
Amando con un amore di obbedienza e di ascolto perfetto, il discepolo di Gesù entra nella gioia di Gesù, riceve la gioia di Gesù. La gioia è il cuore che sente di essere pieno di Dio, che sa di essere in Dio e di vivere solo di Lui e per Lui. Il discepolo di Gesù non cerca la gioia nelle cose. Queste non saziano il cuore. Le cose sono come l'acqua del mare. Più uno ne beve e più ha sete, a motivo del sale che mette nel suo corpo. Le cose producono una gioia avvelenata.
La tristezza del mondo attuale è proprio questa: la sua incapacità di ascolto e di obbedienza. È la tristezza di chi non sa più amare. Non si ama Dio. Non si amano i fratelli. Si "amano" solo le cose. Le cose non si possono amare e neanche gli animali. Non li possiamo amare perché loro non sono il nostro Dio e Signore. Se li amiamo facciamo di essi degli idoli. L'idolatria è la caratteristica peculiare del nostro tempo.
L'idolatria a questo conduce: al disprezzo di ogni obbedienza, di ogni ascolto, di ogni riferimento ad una autorità costituita che ci indica la via del più grande bene personale, sociale, dell'intera comunità degli uomini. L'idolatria è negazione di Dio e degli uomini, chiamati ad avere nella società il posto di Dio, sia civilmente che religiosamente.
La particolarità dell'idolatria attuale è una sola: ogni uomo ha elevato se stesso a prendere il posto e il trono di Dio. L'adorazione del vero Dio conduce alla comunione e alla vera comunità. L'adorazione degli idoli porta al singolarismo, all'individualismo, al settarismo, alla frantumazione e polverizzazione di ogni unità, unione, comunione. L'adorazione del vero Dio inizia con l'osservanza dei Comandamenti di Gesù Signore.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Donna dalla perfetta e totale obbedienza, facci obbedienti come te. Vogliamo amare come Gesù ha amato ed ama noi.
Angeli e Santi di Dio, custoditi i nostri cuori nel più puro ascolto di ogni Parola che è uscita ed esce dalla bocca di Cristo Gesù.

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