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Commento su Giovanni 13,1-15
padre Paul Devreux
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Giovanni, nell'ultima cena, racconta la lavanda dei piedi e non l'istituzione dell'Eucaristia; suppongo che lo fa per farci capire che è la stessa cosa, lo stesso servizio manifestato in due modi diversi. Si tratta di dare la vita per amore degli altri, cercando di cogliere il loro bisogno per poi aiutarli.
Pietro rifiuta di lasciarsi lavare i piedi dal Maestro; un po' per rispetto della gerarchia, ma forse anche perché intuisce che se lo fa Gesù dovrà farlo anche lui.
Giuda come vive questa lavanda dei piedi?
"Questo è tutto matto! E io dovrei dare retta e seguire uno così? Non sia mai. Meno male che ho già programmato il suo arresto. Io un maestro così proprio non lo voglio perché umiliandosi in questo modo, umilia anche noi che siamo i suoi discepoli. Queste cose non si fanno".
E io, non sono forse come Giuda ogni volta che vanifico la croce di Cristo per me? Quando lo faccio? Quando prego per la conversione degli altri dimenticando il mio bisogno di convertirmi, quando considero cattivi gli altri, che hanno messo Gesù in croce, quando non sento il bisogno di andare sotto la croce a chiedergli scusa e ringraziarlo per quello che sta facendo per me da anni.