Parole Nuove
Commenti al Vangelo e alla Liturgia
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Commento a Ef 4,32
Eremo San Biagio  

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Lunedì della XXX settimana del Tempo Ordinario (Anno II) (27/10/2008)
Brano biblico: Ef 4,32   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Lc 13,10-17)

Dalla Parola del giorno
“Siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.”

Come vivere questa Parola?
Quella vita nuova che Cristo è venuto a portare e di cui l’altissimo prezzo è la sua morte in croce, trova qui una meravigliosa sintesi.
Dopo aver specificato la modalità concreta del reciproco amore che è appunto benevolenza, misericordia, assiduo perdono alla maniera di Dio in Cristo Gesù, Paolo invita a “camminare nella carità”. Così chiarifica con forza che non si tratta di un pressapochistico amore da filantropia o da romantico cuore tenero, ma piuttosto di entrare decisamente nel modo con cui Cristo ci ha amati. Non a parole, ma dando se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave profumo.
È evidente dunque quel che S. Paolo dirà a compimento del brano proposto dalla liturgia odierna. Avessimo anche camminato malamente nelle tenebre del peccato, se convertiamo il cuore a quella logica della carità di cui è detto sopra, diventiamo luce nel Signore. E che cosa dunque di più bello, di più profondamente incoraggiante, di più entusiasmante, può giungerci all’orecchio del cuore che quel finalissimo invito: “Comportatevi per ciò da figli della luce?”

Oggi, nella mia pausa contemplativa, ‘assorbo’ interiormente quel che il Signore stesso mi dice attraverso la parola di S.Paolo. Davvero la carità afferra la mia natura fatta per amare, la purifica, la potenzia, la rende tale da abilitarmi a “camminare nella carità”.

Signore, che mi hai creato a tua immagine, a immagine di Te che sei l’Amore, rendimi tu quello che sono chiamato ad essere: una persona che crede al primato della carità e cerca di viverlo.

Le parole di un fondatore
Noi dobbiamo chiedere a Dio non una scintilla di Carità, come dice l'Imitazione di Cristo, ma una fornace di Carità da infiammare noi e da rinnovare il freddo e gelido mondo, con l'aiuto e per la grazia che ci darà il Signore.
S. Luigi Orione

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