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Parole Nuove Commenti al Vangelo e alla Liturgia a cura di www.qumran2.net |
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Il Regno di Dio è simile ad un tesoro nascosto nel campo
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Che meraviglia scoprire un tesoro, per un colpo di fortuna o dopo un'ostinata ricerca! Che cosa non si farebbe per trovare l'isola del tesoro, o più semplicemente per vincere il primo premio di una lotteria?
La fortuna di ogni vita, l'occasione insperata, è la scoperta, in Gesù, del regno dei cieli. Per possederlo bisogna fare come l'uomo della parabola: vendere tutto quello che si ha, per acquistare il bene a cui si aspira, anche se molti chiamano follia quella che in fondo non è che saggezza, capacità di apprezzare e di cercare ciò che veramente ha valore. Diceva Newman: "Chiedetevi se dovreste cambiare qualcosa nella vostra vita, nell'ipotesi che il regno scomparisse; se non trovate niente da cambiare, significa che non avete giocato la vostra vita sul Cristo e sul regno".
Il rischio di un'esistenza che punta tutto sul Cristo e sul regno: è l'esigenza stessa della vita cristiana, la sua caratteristica peculiare rispetto a tutti gli altri modi di vivere. In campo sociale, professionale, e anche familiare, bisogna mantenere sempre una certa misura, ma non nella vita cristiana. Non ammette divisioni la passione per il Cristo, la cui onda potente deve sommergere ogni cosa. Chi vuole seguire il Cristo deve "vendere tutto", senza mercanteggiare, senza scendere a compromessi.
Questo non significa rinunciare alla propria libertà. Come parlare ancora di sacrificio, quando il distacco non è che l'altra faccia dell'unione con Gesù, in cui sono tutti i tesori della sapienza e della scienza? Gesù non può che suscitare la gioia, tutta la gioia del mondo: la gioia di scoprire un senso per la propria vita, la gioia di sentirla impegnata nell'avventura della santità. Davvero, tutta la gioia del mondo!