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Commento su Matteo 9,9-13
padre Paul Devreux
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Gesù invita Matteo a seguirlo, non perché ha bisogno di lui, ma perché vede che quest'uomo desidera un aiuto. Matteo è un pubblicano, come Zaccheo, e quindi è un uomo che si è realizzato economicamente, ma non è felice perché fa un mestiere che porta ad essere odiati da tutti. Con la sua mano tesa Gesù propone a Matteo un reinserimento graduale tanto da passare da persona maledetta a benedetta. In Matteo ritroviamo la promessa di Dio ad Abramo.
E' importante essere consapevoli del fatto che quando Gesù chiama qualcuno a seguirlo, non è per strumentalizzarlo, non è perché ne ha bisogno, è solo per aiutarlo; infatti dice che è venuto per aiutare i malati con la sua misericordia.
Misericordia significa che se vede che uno sta male perché ha sbagliato, come in questo caso dove lo sbaglio è stato quello di scegliere un lavoro da strozzino, Gesù non affronta il problema accusandolo, dicendogli che è colpa sua, o chiedendogli di fare sacrifici espiatori. Gesù propone una cosa nuova, una nuova vocazione. Questa è la salvezza concreta per Matteo: Gesù non si limita a lanciargli un salvagente. Gesù gli propone gratuitamente una vita completamente nuova, una redenzione tale che gli consentirà di benedire la sua vita, il Signore e anche il suo passato.
Chi è oggi Matteo? Chi non è contento.
Cosa gli propone il Signore? Di seguirlo.
Signore, grazie per la tua chiamata; ogni mattina ridesta il mio orecchio a questa chiamata.