Parole Nuove
Commenti al Vangelo e alla Liturgia
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Commento su Matteo 9,9-13
Eremo San Biagio  

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S. Matteo (21/09/2007)
Vangelo: Mt 9,9-13   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Mt 9,9-13)

Dalla Parola del giorno
Passando vide un uomo, chiamato Levi... gli disse: "Seguimi." Ed egli si alzò e lo seguì.

Come vivere questa Parola?
La liturgia odierna interrompe la lettura del vangelo di Luca e ci offre il testo di Matteo di cui celebriamo la festa.
Nel vangelo di Luca la chiamata di Matteo è la sesta opera potente di Gesù: allude al sesto giorno della creazione nuova in cui Dio crea l'uomo a sua immagine e somiglianza e lo introduce, poi, - nel settimo giorno – al banchetto della sua festa.
La chiamata che Gesù rivolge a Levi è quanto ogni uomo e ogni donna ricevono come dono dall'incontro di sguardi con Gesù: diventare creature nuove ed essere introdotte nel cuore stesso dell'Amore: la Trinità. I 'Tre', come amava ripetere Elisabetta della Trinità, abitano, per quel grande mistero d'amore che è l'essere creati a immagine e somiglianza di Dio, "nel cielo della nostra anima", al centro del nostro stesso essere, del nostro cuore.
Accogliere la chiamata di Gesù vuol dire 'ospitare' in noi 'i Tre', come ha fatto Mosè a Mamre, e banchettare con loro. Accogliere Gesù vuol dire realizzare qui e ora quanto Egli ha invocato prima della Sua passione per noi: "Come tu, Padre, sei in me e io in Te, siano anche essi in noi una cosa sola... Io in loro e Tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia... che li hai amati come ami me."
Il banchetto in casa di Levi appare così come una chiara allusione all'Eucaristia: una volta perdonati diveniamo 'casa' per Colui che ci ha accolti, consumiamo insieme il cibo e viviamo l'uno dell'altro come l'uno per l'altro.
Ogni giorno nella celebrazione Eucaristica e nella Comunione si rinnova questa chiamata e la Trinità 'prende dimora' in noi e noi diveniamo creature nuove, 'inabitate'!

Oggi nel 'rientro al cuore' contemplerò questo mistero di 'inabitazione' a cui come cristiano sono chiamato. Con Elisabetta della Trinità pregherò:

Pacificate la mia anima, fatene il vostro cielo, la vostra dimora preferita e il luogo del vostro riposo. Che io non vi lasci mai solo, ma sia là tutta quanta, tutta desta nella mia fede, tutta in adorazione, tutta abbandonata alla vostra azione creatrice.

La voce di una santa dei nostri giorni
Non cercate Gesù in terre lontane: Lui non è là. È vicino a voi. È con voi. Basta che teniate il lume acceso e Lo vedrete sempre. Continuate a riempire il lume con piccole gocce d'amore e vedrete quanto è dolce il Dio che amate.
Madre Teresa di Calcutta

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