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14 febbraio 2010
VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Vangelo: Lc 6,17.20-26

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TESTO "Beati voi, poveri! Guai a voi, ricchi!". La luce del Vangelo cambia lo sguardo

a cura dei Carmelitani  

VI Domenica del Tempo Ordinario (Anno C) (11/02/2007)

Vangelo: Lc 6,17.20-26 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.

Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura

a) Chiave di lettura:

Nel Vangelo di questa domenica Gesù dichiara beati i poveri, coloro che piangono, coloro che hanno fame e che sono perseguitati. E dichiara destinati all'infelicità i ricchi, coloro che ridono, che sono sazi, o che sono elogiati da tutti. In cosa consiste la felicità che Gesù attribuisce ai poveri, agli affamati, a coloro che piangono, a coloro che sono perseguitati? E' felicità? Le parole di Gesù contrastano con l'esperienza giornaliera che abbiamo della vita. L'ideale comune della felicità è ben diverso dalla felicità di cui parla Gesù. E tu, nel tuo cuore, pensi che una persona povera ed affamata sia realmente felice?

Tenendo in mente queste domande, che scaturiscono dalla nostra esperienza di ogni giorno, leggi il testo del vangelo di questa domenica. Leggilo attentamente. Forse senza cercare di capire tutto. Lascia che le parole di Gesù entrino in te. Fai silenzio. Nel corso della lettura cerca di fare attenzione a due cose: (i) alle categorie sociali, sia delle persone che sono dette felici, come pure a quelle minacciate da infelicità; (ii) alle persone che tu conosci e che fanno parte del circolo delle tue amicizie e che potrebbero rientrare nell'una o nell'altra categoria sociale.

Il testo del vangelo di questa domenica omette i versi 18 e 19. Ci prendiamo la libertà di includerli nel breve commento che segue, perché spiegano un poco meglio il pubblico, destinatario delle parole di Gesù.
b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:
Luca 6,17: Colloca l'azione di Gesù nel tempo
Luca 6,18-19: La folla che cerca Gesù
Luca 6,20-23: Le quattro beatitudini
Luca 6,24-26: Le quattro minacce
c) Il testo:

Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti.
Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva:
«Beati voi poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi che ora piangete,
perché riderete.

Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già la vostra consolazione.
Guai a voi che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi che ora ridete,
perché sarete afflitti e piangerete.
Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi.

Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti.

3. Momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande
per aiutarci nella meditazione e nella orazione.

a) Qual è il punto che più ti è piaciuto o che più ti ha colpito? Perché?

b) Da chi era costituita la grande moltitudine attorno a Gesù? Da dove veniva o cosa cercava?

c) Quali sono le categorie sociali delle persone che sono dichiarate felici (Lc 6,20-23)? Qual 'è la promessa che ognuna di loro riceve da Gesù? Come capire queste promesse?

d) Nel dire "Beati i poveri", sarà che Gesù sta cercando di dire che i poveri devono continuare a vivere nella loro povertà?

e) Quali sono le categorie sociali delle persone che sono minacciate da infelicità? (Lc 6,24-26)? Quali sono le minacce per ciascuna di loro? Como capire queste minacce?

f) Sarà che io guardo la vita e la persona con lo stesso sguardo di Gesù?

5. Per coloro che desiderano approfondire il tema

a) Contesto di allora e di oggi:

Luca presenta l'insegnamento di Gesù in una rivelazione progressiva. Prima, fino al verso 6,16 Luca dice molte volte che Gesù insegnava, pero non dice nulla sul contenuto dell'insegnamento (Lc 4,15.31-32.44; 5,1.3.15.17; 6,6). Ora, dopo aver informato che Gesù vede una moltitudine desiderosa di aprirsi alla parola di Dio, Luca traccia il primo discorso. Il discorso non è lungo, ma è significativo. Chi lo legge sprovveduto, ne ha quasi paura. Sembra una terapia di urto!

La prima parte del discorso (Lc 6,20-38) inizia con un contrasto provocante: "Beati voi poveri!" "Guai a voi, ricchi!" (Lc 6,20-26); Gesù ordina di amare i nemici (Lc 6,27-35); chiede di imitare Dio nella sua misericordia (Lc 6,36-38). La seconda parte (6,39-49) dice che nessuno può considerarsi superiore agli altri (Lc 6,39-42); l'albero buono da frutti buoni, l'albero cattivo da frutti cattivi (Lc 6,43-45); non aiuta certo la persona il nascondersi dietro belle parole e preghiere, ciò che importa è mettere in pratica la parola (Lc 6,46-49).
b) Commento del testo:
Luca 6,17: Colloca l'azione di Gesù nel tempo e nello spazio

Gesù ha trascorso la notte in preghiera (Lc 6,12) ed ha scelto i dodici a cui ha dato il nome di apostoli (Lc 6,13-16). Ora lui scende dalla montagna insieme ai dodici. Giunto sulla pianura, trova due gruppi di persone: un gruppo numeroso di discepoli ed una moltitudine immensa di persone che sono giunte da tutta la Giudea, da Gerusalemme, da Tiro e Sidone.
Luca 6,18-19: La moltitudine che cerca Gesù

La moltitudine si sente disorientata ed abbandonata e cerca Gesù per due motivi: vuole udire la sua parola e vuole essere curata dai suoi mail. Era curata molta gente, posseduta da spiriti impuri. La gente cerca di toccare Gesù, perché si rende conto che c'è in lui una forza che fa bene e cura le persone. Gesù accoglie tutti coloro che lo cercano. Tra questa folla ci sono anche giudei e stranieri. Questo è uno dei temi preferiti da Luca!
Luca 6,20-23: Le quattro beatitudini
* Luca 6, 20: Beati voi, poveri!

"Alzati gli occhi verso i suoi discepoli", Gesù dichiara: "Beati voi, poveri, perché vostro è il Regno di Dio!" Questa prima beatitudine identifica la categoria sociale dei discepoli di Gesù. Loro sono poveri! E Gesù garantisce loro: "Vostro è il Regno dei cieli!" Non una promessa che riguarda il futuro. Il verbo è al presente. Il Regno è già loro. Pur essendo poveri, loro sono già felici. Il Regno non è un futuro buono. Esiste già in mezzo ai poveri.

Nel vangelo di Matteo, Gesù esplicita il senso e dice: "Beati i poveri in Spirito!" (Mt 5,3). Sono i poveri che hanno lo Spirito di Gesù. Perché ci sono poveri che hanno lo spirito e la mentalità dei ricchi. I discepoli di Gesù sono poveri ed hanno mentalità di poveri. Anche loro, come Gesù, non vogliono accumulare, ma assumono la loro povertà e, come Gesù, lottano per una convivenza più giusta, dove ci sia fraternità e condivisione di beni, senza discriminazione.

* Luca 6, 21: Beati voi, che ora avete fame, beati voi che ora piangete!

Nella seconda e terza beatitudine Gesù dice: "Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati! Beati voi che ora piangete, perché riderete!" La prima parte di queste frasi è al presente, la seconda al futuro. Ciò che ora viviamo e soffriamo non è definitivo. Ciò che è definitivo sarà il Regno che stiamo costruendo oggi con la forza dello Spirito di Gesù. Costruire il Regno suppone sofferenza e persecuzione, però una cosa è certa: il Regno giungerà e "voi sarete saziati e riderete!". Il Regno è nello stesso tempo una realtà presente e futura. La seconda beatitudine evoca il cantico di Maria: "Ha ricolmato di beni gli affamati" (Lc 1,53). La terza evoca il profeta Ezechiele che parla delle persone che "sospirano e piangono per tutti gli abomini" compiuti nella città di Gerusalemme (Ez 9,4; cf Sl 119,136).

* Luca 6, 23: Beati voi, quando gli uomini vi odieranno....!

La quarta beatitudine si riferisce al futuro: "Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e vi metteranno al bando a causa del Figlio dell'Uomo! Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché grande è la vostra ricompensa, perché così sono stati trattati i profeti!" Con queste parole di Gesù, Luca segnala che il futuro annunciato da Gesù sta per arrivare. E queste persone stanno sulla buona strada.
Luca 6,24-26: Le quattro minacce

Dopo le quattro beatitudini a favore dei poveri e degli esclusi, seguono quattro minacce contro i ricchi, coloro che sono sazi, coloro che ridono o che sono lodati da tutti. Le quattro minacce hanno la stessa forma letteraria delle quattro beatitudini. La prima è al presente. La seconda e la terza hanno una parte al presente ed una parte al futuro. La quarta si riferisce totalmente al futuro. Queste quattro minacce si trovano nel vangelo di Luca e non in quello di Matteo. Luca è più radicale nel denunciare l'ingiustizia.
* Luca 6,24: Guai a voi, ricchi!

Dinanzi a Gesù, in quella pianura, c'è solo gente povera e malata, venuta da tutti i lati (Lc 6,17-19). Ma dinanzi a loro Gesù dice: "Guai a voi, ricchi!" Nel trasmettere queste parole di Gesù, Luca sta pensando alle comunità del suo tempo, verso la fine del primo secolo. Vi erano ricchi e poveri, c'era discriminazione contro i poveri da parte dei ricchi, discriminazione che marcava anche la struttura dell'Impero Romano (cf. Gc 2,1-9; 5,1-6; Apc 3,15-17). Gesù critica duramente e direttamente i ricchi: "Voi, ricchi, già avete la vostra consolazione!" E' bene ricordare ciò che Gesù dice in un altro momento riguardo ai ricchi. Non crede molto nella loro conversione (Lc 18,24-25). Ma quando i discepoli si spaventano, lui dice che nulla è impossibile a Dio (Lc 18,26-27)

* Luca 6,25: Guai a voi che ora ridete perché sarete afflitti e piangerete!

"Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame! Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete!" Queste due minacce indicano che per Gesù la povertà non è una fatalità, né tanto meno il frutto di pregiudizi, bensì il frutto di un arricchimento ingiusto da parte degli altri. Anche qui è bene ricordare le parole del cantico di Maria: "Ha rimandato i ricchi a mani vuote!" (Lc 1,53)

* Luca 6,26: Guai a voi quando tutti gli uomini diranno bene di voi!

"Guai a voi quando tutti gli uomini diranno bene di voi, allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti!" Questa quarta minaccia si riferisce ai giudei, cioè, ai figli di coloro che nel passato elogiavano i falsi profeti. Nel citare queste parole di Gesù, Luca pensa ad alcuni giudei convertiti del suo tempo che si servivano del loro prestigio e della loro autorità per criticare l'apertura verso i pagani (cf At 15,1.5).
c) Ampliando le informazioni:
Le beatitudini in Luca

Le due affermazioni "Beati voi, poveri!" e "Guai a voi, ricchi!" spingono coloro che ascoltano a fare una scelta, una opzione a favore dei poveri. Nell'Antico Testamento, diverse volte Dio pone il popolo dinanzi alla scelta della benedizione o della maledizione. Al popolo viene data la libertà di scegliere: "Io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli, dunque, la vita perché viva tu e la tua discendenza" (Dt 30,19). Non è Dio che condanna. E' il popolo stesso che sceglie la vita o la morte, dipende dalla sua posizione dinanzi a Dio ed agli altri. Questi momento di scelta sono momenti di visita di Dio al suo popolo (Gn 21,1; 50,24-25; Ex 3,16; 32,34; Jr 29,10; Sl 59,6; Sl 65,10; Sl 80,15, Sl 106,4). Luca è l'unico evangelista che si serve di questa immagine della visita di Dio (Lc 1,68. 78; 7,16; 19,44). Per Luca Gesù è la visita di Dio che mette la moltitudine dinanzi alla scelta della benedizione o della maledizione: "Beati voi, poveri!" e "Guai a voi, ricchi!" Ma la gente non riconosce la visita di Dio (Lc 19,44).
Il messaggio di Luca per i pagani convertiti

Le beatitudini e le minacce fanno parte di un discorso. La prima parte del discorso è diretto ai discepoli (Lc 6,20). La seconda parte è diretta a "voi che mi ascoltate" (Lc 1,27), cioè, a quella moltitudine immensa di poveri e di malati, giunta da tutte le parti (Lc 6,17-19). Le parole che Gesù dirige a questa moltitudine sono esigenti e difficili: "amate i vostri nemici" (Lc 6,27), "benedite coloro che vi maledicono" (Lc 6,28), "a chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra guancia" (Lc 6,29), "a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica" (Lc 6,29). Prese letteralmente, queste parole possono favorire i ricchi, perché il peggio è sempre per il povero. E queste parole sembrano dire il contrario del messaggio delle beatitudini e delle minacce che Gesù aveva comunicato prima ai discepoli.

Ma non possono essere prese letteralmente, non lo ha fatto nemmeno Gesù. Quando il soldato lo colpisce sul volto, non offre l'altra guancia, bensì reagisce con fermezza: "Se ho parlato male, dimostrami dove è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?" (Gv 18,22-23). Allora, come capire queste parole? Due frasi aiutano a capire ciò che queste parole vogliono insegnare. La prima frase: "Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro!" (Lc 6,31). La seconda frase: "Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro!" (Lc 6,36). Gesù non vuole cambiare semplicemente qualcosa, perché non cambierebbe nulla. Lui vuole cambiare il sistema. La novità che Gesù vuole costruire viene dalla nuova esperienza che ha di Dio, Padre pieno di tenerezza che accoglie tutti! Le parole di minaccia contro i ricchi non possono essere occasione di vendetta da parte dei poveri. Gesù ordina di avere l'atteggiamento contrario: "Amate i vostri nemici!" Il vero amore non può dipendere da ciò che ricevo dall'altro. L'amore deve volere il bene dell'altro indipendentemente da ciò che l'altro fa per me. Perché così è l'amore di Dio per noi.
Il discorso della montagna, il discorso della pianura

Nel Vangelo di Luca, Gesù scende dalla montagna e si ferma su una pianura per fare un discorso (Lc 6,17). Per questo alcuni lo chiamano il "discorso della pianura". Nel vangelo di Matteo, questo stesso discorso è fatto sulla montagna (Mt 5,1) ed è chiamato il "discorso della montagna". Perché Matteo cerca di presentare Gesù come il nuovo legislatore, il nuovo Mosè. Fu sulla montagna dove Mosè ricevette la Legge (Ex 19,3-6; 31,18; 34,1-2). E' sulla montagna dove riceviamo la nuova legge di Gesù.

6. Preghiera del Salmo 34 (33)

"Gratitudine nata da uno sguardo diverso"
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore,
ascoltino gli umili e si rallegrino.
Celebrate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore e mi ha risposto
e da ogni timore mi ha liberato.
Guardate a lui e sarete raggianti,
non saranno confusi i vostri volti.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo libera da tutte le sue angosce.
L'angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono e li salva.
Gustate e vedete quanto è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia.
Temete il Signore, suoi santi,
nulla manca a coloro che lo temono.
I ricchi impoveriscono e hanno fame,
ma chi cerca il Signore non manca di nulla.
Venite, figli, ascoltatemi;
v'insegnerò il timore del Signore.
C'è qualcuno che desidera la vita
e brama lunghi giorni per gustare il bene?
Preserva la lingua dal male,
le labbra da parole bugiarde.
Sta lontano dal male e fà il bene,
cerca la pace e perseguirla.
Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per cancellarne dalla terra il ricordo.
Gridano e il Signore li ascolta,
li salva da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito,
egli salva gli spiriti affranti.
Molte sono le sventure del giusto,
ma lo libera da tutte il Signore.
Preserva tutte le sue ossa,
neppure uno sarà spezzato.
La malizia uccide l'empio
e chi odia il giusto sarà punito.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi,

chi in lui si rifugia non sarà condannato.

7. Orazione finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa' che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa' che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

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