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23 agosto 2015
XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

Vangelo: Gv 6,60-69

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TESTO Verità forgiante

don Luciano Sanvito

XXI Domenica del Tempo Ordinario (Anno B) (27/08/2006)

Vangelo: Gv 6,60-69 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Gv 6,60-69

60Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». 61Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? 62E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? 63È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. 64Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. 65E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».

66Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. 67Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». 68Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna 69e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

"L'uomo ricerca la parola che lo squadra da ogni lato".

Il linguaggio duro e efficace del Vangelo corrisponde oggi con le omelie accomodanti, con i discorsi del buonismo totale e della cancellazione assoluta di ogni senso del peccato (e dell'amore) che viene da un pulpito che vuol trasformare l'omelia in una "omielia", cioè in una farcitura di miele che attiri la gente?

Abbiamo ancora noi Chiesa il coraggio di dire quello che è indipendentemente dalla legge del Marketing, non avendo paura di quelli che ci abbandonano perché il nostro linguaggio è duramente vero?

Ma è poi vero che l'uomo non ricerca questa parola dura ma rocciosa, contando sulla quale lui si sente forgiato, formato e verificato?

E l'identità (perduta) della parola evangelica affidata alla Chiesa non è quella di trasmettere l'arte profetica del vasaio che forgia se stesso e gli altri offrendosi e offrendo segni di verità?

"Da chi andremo?..." ridomanda incerto e confuso l'uomo di oggi, di fronte all'annuncio molle e mortificante della parola evangelica, ridotta all'osso da gettare al cane, alla perla lasciata per i porci, sottomessa a quegli scribi e farisei che si sono seduti di loro prepotente iniziativa sulle (loro) cattedre di oggi emananti falsità e ipocrisia.

L'uomo ricerca la parola dura ma vera, che lo squadra da ogni lato, lo forgia e lo modella secondo verità e libertà; ma in chi ha ricevuto questo compito di trasmissione e di annuncio, è vera e viva ancora l'affermazione del Vangelo: "Noi abbiamo creduto che Tu sei...?".

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