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MARTEDÌ DELLA XI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO II)

Vangelo: Mt 5,43-48

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Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano
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Martedì della XI settimana del Tempo Ordinario (Anno II) (19/06/2012)
Vangelo: Mt 5,43-48   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Mt 5,43-48)

Il Libro della Sapienza, operando una riflessione che è vera interpretazione, ermeneutica di tutto l'Antico Testamento, ci rivela che dietro ogni azione di Dio nella storia, anche quella che in apparenza sempre di punizione, vi è il suo immenso, divino, infinito amore per l'uomo creato a sua immagine e somiglianza. È l'amore, la carità, la compassione la chiave di comprensione di tutta la storia di Dio con gli uomini.

Prevalere con la forza ti è sempre possibile; chi si opporrà alla potenza del tuo braccio? Tutto il mondo, infatti, davanti a te è come polvere sulla bilancia, come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra. Hai compassione di tutti, perché tutto puoi, chiudi gli occhi sui peccati degli uomini, aspettando il loro pentimento. Tu infatti ami tutte le cose che esistono e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure formata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l'avessi voluta? Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all'esistenza? Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue, Signore, amante della vita.

Poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose. Per questo tu correggi a poco a poco quelli che sbagliano e li ammonisci ricordando loro in che cosa hanno peccato, perché, messa da parte ogni malizia, credano in te, Signore. Tu hai odiato gli antichi abitanti della tua terra santa, perché compivano delitti ripugnanti, pratiche di magia e riti sacrileghi. Questi spietati uccisori dei loro figli, divoratori di visceri in banchetti di carne umana e di sangue, iniziati in orgiastici riti, genitori che uccidevano vite indifese, hai voluto distruggere per mezzo dei nostri padri, perché la terra a te più cara di tutte ricevesse una degna colonia di figli di Dio. Ma hai avuto indulgenza anche di costoro, perché sono uomini, mandando loro vespe come avanguardie del tuo esercito, perché li sterminassero a poco a poco. Pur potendo in battaglia dare gli empi nelle mani dei giusti, oppure annientarli all'istante con bestie terribili o con una parola inesorabile, giudicando invece a poco a poco, lasciavi posto al pentimento, sebbene tu non ignorassi che la loro razza era cattiva e la loro malvagità innata, e che la loro mentalità non sarebbe mai cambiata, perché era una stirpe maledetta fin da principio; e non perché avessi timore di qualcuno tu concedevi l'impunità per le cose in cui avevano peccato. Tu, essendo giusto, governi tutto con giustizia. Consideri incompatibile con la tua potenza condannare chi non merita il castigo. La tua forza infatti è il principio della giustizia, e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti. Mostri la tua forza quando non si crede nella pienezza del tuo potere, e rigetti l'insolenza di coloro che pur la conoscono. Padrone della forza, tu giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza, perché, quando vuoi, tu eserciti il potere. Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini, e hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento. Se infatti i nemici dei tuoi figli, pur meritevoli di morte, tu hai punito con tanto riguardo e indulgenza, concedendo tempo e modo per allontanarsi dalla loro malvagità, con quanta maggiore attenzione hai giudicato i tuoi figli, con i cui padri concludesti, giurando, alleanze di così buone promesse! Mentre dunque correggi noi, tu colpisci i nostri nemici in tanti modi, perché nel giudicare riflettiamo sulla tua bontà e ci aspettiamo misericordia, quando siamo giudicati. (Cfr. Sap 11,21-12,27).

Il cristiano, chiamato a realizzare la vita di Cristo nell'oggi del tempo e della storia, sino alla consumazione dei secoli, deve anche Lui scegliere l'amore, la compassione, la carità, il perdono, la stessa preghiera, come segno e manifestazione della sua grande misericordia verso tutti. Nessuno dovrà mai essere escluso dal suo amore.

Non solo il cristiano non deve esclude nessuno dal suo amore, lui è chiamato a fare della sua vita un vero sacrificio di espiazione, un olocausto per la salvezza di ogni suo fratello e in modo particolare per tutti coloro che lo odiano e perseguitano.



Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci strumenti di salvezza.

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