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GIOVEDÌ DELLA X SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO II)

Vangelo: Mt 5,20-26

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Giovedì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno II) (14/06/2012)
Vangelo: Mt 5,20-26   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Mt 5,20-26)

L'uomo è ad immagine di Dio. Chi è il Signore? È Colui che manda ambasciatori, araldi, apostoli, profeti, evangelisti, dottori, perché offrano all'uomo la sua riconciliazione, il suo perdono, la sua grazia, misericordia, pietà, compassione, desiderio di accoglienza nel suo regno di grazia, verità, vita eterna. Così San Paolo vede il suo Dio e Signore.

L'amore del Cristo infatti ci possiede; e noi sappiamo bene che uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro. Cosicché non guardiamo più nessuno alla maniera umana; se anche abbiamo conosciuto Cristo alla maniera umana, ora non lo conosciamo più così. Tanto che, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove. Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio. Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza! Da parte nostra non diamo motivo di scandalo a nessuno, perché non venga criticato il nostro ministero; ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio con molta fermezza: nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; con purezza, con sapienza, con magnanimità, con benevolenza, con spirito di santità, con amore sincero, con parola di verità, con potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; nella gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama; come impostori, eppure siamo veritieri; come sconosciuti, eppure notissimi; come moribondi, e invece viviamo; come puniti, ma non uccisi; come afflitti, ma sempre lieti; come poveri, ma capaci di arricchire molti; come gente che non ha nulla e invece possediamo tutto! (2Cor 5,14-6,10).

Gesù è il dono di Dio per il perdono del peccato del mondo. È il Figlio unigenito del Padre mandato sulla nostra terra per espiare, cancellare, togliere il peccato, lavando la nostra anima con il suo sangue e nutrendola con il suo corpo. Il cristiano è chiamato ad imitare in tutto il suo Maestro e Signore. Anche lui deve lasciarsi fare da Dio un dono d'amore perché il peccato dei suoi fratelli venga espiato, cancellato, redento.

Se il cristiano deve essere nel mondo la perfetta immagine di Gesù Signore, non gli è sufficiente dare il perdono, è necessario che lui stesso si faccia strumento di perdono per coloro che lo hanno offeso, espiando il loro peccato e chiedendo la riconciliazione. Questo è stato il culto di Cristo al Padre suo. Questo dovrà essere il culto del cristiano verso il suo Signore e Dio. Culto più grande di questo non esiste. È questo il grande amore che Gesù ha vissuto e chiede ad ogni suo discepolo che lo viva sulla sua stessa intensità di opera e di volontà. È l'evangelizzazione che Gesù ci chiede oggi e sempre.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Sante, fate della nostra vita un dono d'amore perché vengano cancellati i peccati del mondo.

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