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S. ANTONIO DI PADOVA

Vangelo: Lc 10,1-9

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S. Antonio di Padova (13/06/2012)
Vangelo: Lc 10,1-9   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Lc 10,1-9)

Sempre nella Scrittura il profeta che seguiva dava compimento al profeta che lo aveva preceduto. La rivelazione è un perenne addentrarsi nel mistero di Dio, che è mistero della sua gloria, onnipotenza, signoria, eternità, vita divina, perdono, redenzione, salvezza, giustificazione, dono della vita eterna, partecipazione della sua divina natura. Ecco un esempio di compimento: il passaggio dal Messia glorioso al Messia castigato per le nostre iniquità, secondo il canto del Servo del Signore di Isaia.

Ecco, il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente. Come molti si stupirono di lui - tanto era sfigurato per essere d'uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell'uomo -, così si meraviglieranno di lui molte nazioni; i re davanti a lui si chiuderanno la bocca, poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato e comprenderanno ciò che mai avevano udito. Chi avrebbe creduto al nostro annuncio? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore? È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua posterità? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per la colpa del mio popolo fu percosso a morte. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca. Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità. Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha spogliato se stesso fino alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i colpevoli. (Is 52,13-53,12).

È questa la nostra vera difficoltà, quasi impossibilità, ad aggiornarci sul mistero di Dio. Quando ci radichiamo in una idea, una frase, un concetto, un'espressione ad effetto, anche se in ordine alla verità di Dio non dice proprio nulla, ci fossilizziamo e con grande fatica riusciamo ad accogliere il nuovo di Dio. Questo vale anche per la teologia ed per ogni settore della sua complessa scienza. Invece il Signore ci chiama a trascenderci sempre, sempre inabissarci nella sua divina verità che è infinita, perché il suo mistero è infinito. Gesù è venuto per dare compimento non ad un solo profeta, non al solo Mosè, cioè all'intera Legge. Lui è venuto per dare compimento a tutto l'Antico Testamento, a tutta la rivelazione fatta finora dal Padre suo. Senza questo compimento la Parola di prima è senza pienezza di verità, grazia, salvezza, redenzione.

La Parola, Dio la dona perché sia osservata. Non si può separare Parola di Dio da Parola di Dio. Il compimento che Cristo Gesù è venuto a portare nei cuori deve essere osservato anche nelle più piccole prescrizioni o precetti. È la Parola che va osservata, non questa o quell'altra Parola e la Parola è una, indivisibile, inseparabile.


Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, aiutateci a vivere di Parola.

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