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LUNEDÌ DELLA VIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO II)

Vangelo: Mc 10,17-27

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Lunedì della VIII settimana del Tempo Ordinario (Anno II) (28/05/2012)
Vangelo: Mc 10,17-27   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Mc 10,17-27)

Nessun uomo deve pensarsi la vita da sé. Ogni uomo è chiamato a lasciarsi pensare la vita dal suo Dio e Signore. Per questo è necessario che lui si consegni interamente nelle mani del suo Dio, si consacri alla sua volontà, diventi un vero sacrificio e un'oblazione gradita al Signore per mezzo dell'offerta che fa di se stesso a Lui.

La prima forma, quella iniziale, incipiente, si lasciarci pensare da Dio è la nostra entrata nei Comandamenti della Legge. Con essi già l'uomo deve percorre un sentiero obbligato che non viene dalla sua volontà, bensì dalla volontà di Dio, la quale attinge la sua verità dalla natura stessa del Signore, che è sommo ed eterno bene. L'uomo essendo creato ad immagine di questo eterno ed infinito bene, sa che nei Comandamenti viene tracciato il cammino verso il raggiungimento della sua bontà, almeno quella iniziale. I Comandamenti infatti sono stati portati a compimento dalle Beatitudini. Tutto l'antico Testamento trova la pienezza della sua verità nel Vangelo.

I Comandamenti della Legge non sono però tutta l'essenza della bontà di Dio. Questa è infinita misericordia, dono totale di sé all'uomo. In Cristo Gesù il dono di Dio è sino alla fine e la fine è una sola: la morte in croce del Figlio dell'Altissimo: "E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio" (Gv 3, 14-18). È in questo dono di noi stessi fino alla morte il compimento della nostra verità. Noi diveniamo veri uomini, in tutto ad immagine di Dio, se ci facciamo olocausto, sacrificio, offerta, consumazione per i nostri fratelli.
Questo chiede oggi Gesù al giovane che già osserva i Comandamenti della Legge. Questi sono il primo passo della nostra vera umanizzazione. La perfezione è però nel dono totale di noi stessi per il Regno di Dio. Alla proposta di Gesù, che è di altissimo amore, lui si rifiuta. I suoi molti beni lo tengono prigioniero. Ma la vera umanità non è dai beni che si possiedono. Essa è partecipazione della vita divina. È immersione nella natura di Dio. A che servono i beni della terra per la nostra vera umanizzazione, se questa avviene per opera di Dio e non più del creato? È sufficiente che il Signore metta questa verità nel cuore e tutto si risolve per il nostro più grande bene. Ma questo è un grandissimo dono del Signore. Per questo a Lui tutto è possibile. Il dono è suo.


Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci veri e perfetti uomini.

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