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VI DOMENICA T. PASQUA (ANNO B)

Vangelo: Gv 15,26–16,4

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Commento su Giovanni 15,26-16,4
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VI domenica T. Pasqua (Anno B) (13/05/2012)
Vangelo: Gv 15,26-16,4   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Gv 15,26–16,4)

E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me

La vera conoscenza del Dio dell'Antico Testamento è la via per la vera conoscenza di Gesù Signore. La vera conoscenza di Gesù Signore è via per la vera conoscenza di Dio. La conformazione del discepolo al suo Maestro e Signore è la via per la vera conoscenza di Cristo Gesù. Dio, Gesù, il discepolo sono una sola conoscenza. Se il discepolo non è una sola conoscenza con Cristo, salta la via perché Cristo si possa conoscere, Dio possa essere confessato nella sua eterna verità. Questo tema è assai caro all'Apostolo Giovanni. Ecco quanto afferma nella sua prima Lettera.

Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo. In questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell'anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo. Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Essi sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio: chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell'errore.

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto l'amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui. (1Gv 4,1-16).

Il discepolo di Gesù diviene pertanto nell'oggi della storia la sola via per la vera conoscenza di Cristo e di Dio. Per lui l'uomo entrerà nella vera conoscenza o ne rimarrà per sempre fuori. È lui la visibilità di Cristo, che è la visibilità del Padre.

Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l'ho detto. Non ve l'ho detto dal principio, perché ero con voi.

Il discepolo di Gesù sarà questa via vivente, santa, sempre attuale della vera conoscenza di Cristo Gesù e di Dio se in lui abita la pienezza dello Spirito Santo. In questo caso basta a volte la sola sua presenza perché l'uomo si apra alla verità del suo Signore e Dio. È quanto è avvenuto con la Vergine Maria nella casa di Zaccaria.

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto». (Lc 1,39-45).

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci persone dallo Spirito di Dio forte in noi. È questa la sola via per rendere vera testimonianza a Gesù Signore. È lo Spirito Santo in noi oggi la via per una vera, perfetta, attuale conoscenza di Gesù.

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