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8 giugno 2014
PENTECOSTE (ANNO A) - MESSA DEL GIORNO

Vangelo: Gv 20,19-23

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TESTO Pentecoste (Anno A)

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Pentecoste (Anno A) - Messa del Giorno (12/06/2011)

Vangelo: Gv 20,19-23 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Le porte sono chiuse, c'è paura, sgomento. Sono chiuse le porte e i cuori di questi uomini fragili e li immaginiamo ricercare briciole di coraggio gli uni negli altri, ricercare fra i ricordi un conforto.

In questo piccolo gruppo di uomini e donne impauriti ritroviamo noi stessi, scopriamo in loro tutta la nostra umanità, la nostra debolezza, i limiti che ci chiudono in noi stessi e ci isolano. Ma Gesù è risorto e riesce ad entrare anche attraverso le porte chiuse, lui ci conosce e sa trovare le chiavi giuste per donarci finalmente quella pace che rincorriamo per tutta la vita e che, da soli, non riusciamo a trovare.

Ma la sua pace è tutt'altro che un sedativo, tutt'altro che un tranquillante: vivere nella sua pace è accogliere la sua missione e farla nostra, è vivere nella costruzione del Regno, nella sua volontà.

Mi torna in mente una storia che leggevo quando ero bambina. Un uccellino perde la sua mamma e si mette a cercarla spaesato, impaurito, sente che senza di lei non può crescere, sente che solo con lei può scoprire chi è realmente. Trova un pesce e subito gli chiede: "Sei tu la mia mamma?", ma il pesce non era la sua mamma e per consolarlo gli propone: "Ma se vuoi posso insegnarti a nuotare!". L'uccellino continua la sua ricerca e trova una talpa: "Sei tu la mia mamma?" "No - risponde quella - ma se vuoi posso insegnarti a scavare". Il piccolo si rimette a girovagare sempre più sconsolato e trova una cerva: "Sei tu la mia mamma?" "No, ma se vuoi posso insegnarti a correre". In tutti gli incontri che fa', sente di non ritrovare se stesso, la sua vera natura. È solo quando si sente chiamare per nome da una voce che lo stava cercando che finalmente sussulta: "Mamma!" e nel guardarla capisce di essere un uccellino e solo con lei impara a volare.

Accogliere la pace del Signore ci fa sentire finalmente "a casa", è con Lui che scopro chi sono e la Sua missione diventa anche la mia.

Come vivere allora questa missione? Cosa fare? Da dove partire? Tutto si ricapitola e si spiega in Gesù: "COME il Padre ha mandato me, COSI' anch'io mando voi". Che lo Spirito Santo ci apra gli occhi e ci doni luce per comprenderlo.

Pace!

Dalla nuova newsletter di Missio giovani, il commento di Giulia Pieri, dal Mozambico, al Vangelo della Domenica di Pentecoste, anno A.

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