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IV DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI S. GIOVANNI IL PRECURSORE (ANNO A)

Vangelo: Gv 6,24-35

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Il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo
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IV domenica dopo il martirio di S. Giovanni il Precursore (Anno A) (25/09/2011)
Vangelo: Gv 6,24-35   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Gv 6,24-35)

Quando Gesù si vede interpretato, letto, compreso, visto in modo non conforme alla sua verità o alla verità dei suoi segni e delle sue opere, sempre interviene per porre la sua verità e quella dei suoi segni e delle sue opere sul candelabro della storia, perché ogni uomo possa essere illuminato e seguire la luce più pura e più santa.
Gesù sa che la folla lo sta cercando perché vuole altro pane. Non ha compreso nulla del segno della moltiplicazione dei pani. Il segno per Cristo Gesù deve condurre alla pienezza della sua verità, che è verità della sua persona e delle sue opere. Per questo Lui lo dona. Per la folla invece il pane era rimasto pane. Non era divenuto un segno. Gesù vuole che dal pane essi passino tutti al segno. Qual è la verità contenuta nel segno del pane? Essa è una sola: Gesù è il vero pane della vita. Lui è allo stesso tempo il pane che si dona e il pane che è donato. È il pane donante e il pane donato. È però un pane speciale, singolare, unico. È il pane che è cibo che rimane per la vita eterna, è il cibo che dura, che mai verrà meno, chi lo mangia non avrà più fame, mai. Questa è la verità del Signore e Gesù secondo questa verità va cercato.
Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!
La folla sembra aprirsi ad un dialogo di verità e di salvezza. Almeno così appare all'inizio, anche perché tutte le parole di Gesù possono essere comprese sempre nel significato che finora la folla ha dato alla moltiplicazione dei pani. Gesù avrebbe dato loro un pane che avrebbe tolto loro ogni fame. Questo pane è appetibile da tutti. Gesù lo può dare perché il Padre ha posto su di Lui il suo sigillo, lo ha consacrato suo Messia, lo ha unto con il suo Santo Spirito. Ecco cosa dovrà fare la folla: credere in Colui che il Padre ha mandato. La folla deve credere semplicemente in Lui e avrà questo pane di vita eterna, che sazia, sfama, toglie la fame per sempre.
La folla è disposta a credere in Cristo, inviato del Padre, a condizione che Lui compia segni potenti, in tutto simili a quelli compiuti da Mosè nel deserto. Mosè ci ha donato il pane dal cielo per ben quaranta anni. Sei tu disposto a darci per quaranta anni lo stesso pane? Dio ti ha accreditato con un tale prodigio? La risposta di Gesù è chiara: non è stato Mosè a dare la manna nel deserto. La manna è stato l'unico prodigio non compiuto da Mosè, assieme all'altro delle quaglie. Manna e quaglie sono state mandate direttamente da Dio, senza alcun intervento da parte di Mosè. Tuttavia, anche se attribuito a Mosè, questo non era il pane vero. Il pane vero è Colui che discende dal cielo e che dona la vita al mondo. Questo pane vero è dato dal Padre. La folla chiede questo pane. Ecco la risposta di Gesù: "Io sono il pane della vita, chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!". Il pane è la persona del Figlio Unigenito del Padre, non è fuori di Lui, è Lui stesso. Questa è la pura verità.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, dateci Cristo pane vivo e vero.

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