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X DOMENICA DOPO PENTECOSTE (ANNO A)

Vangelo: Mc 12,41-44

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   Ha gettato tutto quanto aveva per vivere

don Romeo Maggioni  

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X domenica dopo Pentecoste (Anno A) (21/08/2011)

Vangelo: Mc 12,41-44 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Salomone ha costruito il tempio a Gerusalemme, luogo della dimora di Dio in mezzo al suo popolo.

Ora il nuovo tempio di Dio tra gli uomini è la persona umana di Gesù, "nel quale abita corporalmente tutta la pienezza della divinità" (Col 2,9).

La Chiesa oggi è il "Corpo" di Gesù, da lui voluto come espansione nel tempo della sua azione salvifica. Abitare questo "Corpo" e collaborare a costruirlo è la missione di ogni credente: "Voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra" (1Cor 12,27).

Corresponsabilità e missione ci rende membra vive della Chiesa: con che tipo di dedizione? Con quale spirito prestare la nostra opera entro la comunità cristiana? Con quale anima profonda, cioè motivazione e forza?

1) Il tempio di Dio

Salomone si sentiva orgoglioso di aver dato una casa a Dio, luogo di preghiera e segno del legame speciale di Dio col suo popolo: "Ho costruito la casa al nome del Signore, vi ho fissato un posto per l'arca, dove c'è l'alleanza che il Signore aveva concluso con i nostri padri". Lì Israele trovava il riferimento al proprio Dio e vi conveniva per la preghiera: "Ascolta la supplica del tuo servo e del tuo popolo d'Israele, quando pregheranno in questo luogo. Ascoltali nel luogo della tua dimora, in cielo; ascolta e perdona!". Un Dio nel cielo ma che vuol incontrare il suo popolo in terra, nel tempio. Già Salomone si meravigliava di una trascendenza divina che si china nella storia dell'uomo: "Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ti ho costruito". Ma Dio proprio lì privilegia il suo contatto: "Siano aperti i tuoi occhi notte e giorno verso questa casa, verso il luogo di cui hai detto: Lì porrò il mio nome" (Lett.).

Quando Davide aveva deciso di fare il tempio, il Signore, tramite il profeta Natan, aveva detto: Non tu farai una casa a me, ma io farò a te una "casa", una discendenza: "La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre" (2Sam 7,16). L'occhio del profeta era lungo, ben oltre la prospettiva nazionalista. Sarà l'angelo Gabriele ad annunciare a Maria che finalmente il regno di Davide giungeva al suo vero compimento in quel Gesù che nascerà da lei: "Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine" (Lc 1,32-33). Gesù è il definitivo tempio, cioè la presenza di Dio tra gli uomini. In polemica coi Giudei dirà: "Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere" (Gv 2,10). Commenta Giovanni: "Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono.." (Gv 2,21-22).

San Paolo completa questo tema del tempio affermando che ogni battezzato è tempio di Dio: "Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Santo è il tempio di Dio, che siete voi" (Epist.). Fondamento di questo edificio è Cristo: "Nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già si trova, che è Gesù Cristo" (idem). San Pietro parlerà di ogni cristiano come di una pietra viva di questo edificio spirituale: "Avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire scrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo" (1Pt 2,4-5). Pietre santificate per santificare, luogo di accesso a Dio tramite una esistenza che riflette Cristo e la sua salvezza.

2) Due monetine

E siamo a capire quale sia il ruolo di queste pietre vive che operano nella Chiesa. Paolo dice che sul fondamento di Cristo si può costruire bene o male: "Sopra questo fondamento si può costruire con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia" (Epist.). Ma la tenuta della pastorale che si persegue sarà giudicata dal giudizio di Dio: "Il fuoco proverà la qualità dell'opera di ciascuno. Se l'opera, che uno costruì sul fondamento, resisterà, costui ne riceverà una ricompensa. Ma se l'opera di qualcuno finirà bruciata, quello sarà punito" (idem). Non ogni fare nella Chiesa è costruttivo; non ogni strategia pastorale vale in base alle sole buone intenzioni; non è sufficiente il buon senso nel partecipare al Consiglio Pastorale, ma criteri e stile ecclesiale. Dice Paolo: anche "se dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, non sarei nulla" (1Cor 13,2).

"Se non avessi la carità..". La carità è l'amore appassionato a Cristo per il quale si lavora e si spende la vita. Gesù oggi nel vangelo loda questa vedova "che nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere". Poco o tanto, il Signore vuole il tutto. Anche se siamo solo.. due monetine! Questa è l'anima di ogni apostolato fecondo. Al giovane che gli chiedeva di seguirlo, Gesù rispose: "Una cosa ti manca: vendi tutto quello che hai.. e vieni! Seguimi!" (Lc 18,22). Il contributo alla Chiesa non è tanto di denaro (che magari ci costa poco perché.. è parte infima del superfluo), ma di dedizione di tempo, risorse umane e coinvolgimento pieno, ciascuno naturalmente nel suo stato, ma con totalitarietà!

Il biasimo di Gesù oggi è anche contro quanti fanno qualcosa nella Chiesa per farsi vedere e non per l'occhio interiore di Dio. Aveva già detto: "Mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, ti ricompenserà" (Mt 6,3-4). L'ostentazione del bene è un corollario deteriore della cultura dell'immagine e del prestigio che influenza tutti. Naturalmente viene condannato anche l'approfittarne della Chiesa per fare i propri affari; dentro e fuori di essa. Viene a pennello l'altra parola di Gesù quando scacciò dal tempio quanti vi mercanteggiavano: "Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!" (Gv 2,16). Era furioso: "Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi" (Gv 2,15).

******

"Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui" (Epist.). Tempio del proprio cuore, dove abita lo Spirito, e tempio della Chiesa, madre e maestra della fede. Io sono persuaso che forme di devozioni (popolari, dicono) e aggregazioni che saporano di ghetto e di carismatico, distruggeranno anche da noi presto la Chiesa di Cristo, gettando gruppi e comunità in mano alle sette. Chi non usa metodi evangelici ed ecclesiali.., non è da Dio, e quindi non dura!

Visitate il sito www.liturgiagiovane.it ed il relativo blog, sul quale è possibile aggiungere i vostri commenti, osservazioni, suggerimenti, proposte.

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