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22 dicembre 2013
IV DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A)

Vangelo: Mt 1,18-24

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TESTO L'amore è più forte della legge!

don Carlo Occelli  

IV Domenica di Avvento (Anno A) (19/12/2010)

Vangelo: Mt 1,18-24 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Com'è bello fermarsi a guardare i presepi. Anche se in realtà diminuiscono sempre più, non si vorrebbe mai offendere la sensibilità degli altri!, ogni presepe - dal più semplice al più ricercato - ha il suo fascino.

Al solo pensarci, la mente vola, trasportata dai ricordi, nella propria infanzia quando l'allestimento del presepe era un vero evento familiare. Si tiravano fuori i personaggi di sempre, quelli conosciuti e quelli che destavano in noi qualche curiosità o qualche interrogativo alla mamma.

Mi fermo a contemplarne uno, allestito in una chiesa del centro. Osservo bene dove sono stati collocati i personaggi.
E io dove mi metto?

Manca una settimana al Natale... dove sono? Dove sei, caro amico?

Sono io posizionato in dirittura della capanna? Nella direzione giusta? Sui monti? Dormo o sono in cammino? A guardare bene, posso dire di esserci già entrato nel presepe... o di essere uno di quelli che il Natale si accontenta di vederlo da fuori, come uno spettatore?

Sì, amici!, noi nel presepe dobbiamo entrarci sul serio, con la nostra vita, con un tuffo fantasioso e reale allo stesso tempo. Non voglio giocarmi il Natale da spettatore, che se lo guardino altri da fuori!

Manca una settimana. Se ancora sei fuori, dormi, non ti sei mosso, coraggio!! Un colpo d'ala, un salto e buttati incontro a Colui che ti sta cercando!!

Nella nostra strada verso la capanna abbiamo ricevuto alcuni messaggi che ci hanno dato una mano: "sveglia, convertitevi, andate e raccontate ciò che udite e vedete..." con le persone concrete testimoni di queste parole: Paolo, Giovanni il Battista, Isaia, Maria...

Ora cosa ci comunica questo vangelo ad una settimana dal Natale?

Ci viene anticipata la nascita di Gesù nella versione dell'evangelista Matteo, nelle pagine del quale non troviamo l'annunciazione a Maria.

E' il grande Giuseppe il messaggero di questa settimana. notiamo che in Matteo né lui, né Maria dicono una parola, parlano i fatti.

Uno sguardo concreto alla situazione: è un disastro. Maria è promessa sposa di Giuseppe. Praticamente è già la sposa di Giuseppe. Stanno vivendo l'anno di fidanzamento ufficiale, sono ufficialmente sposi, anche se non convivono e non hanno rapporti coniugali tra loro.

Bene. Intanto possiamo immaginarcelo anche un pochino che significa per due giovani (togliamoci anche un pochino dalla nostra testa che Giuseppe fosse un vecchietto con la barba bianca che prese con sé Maria quasi per compassione! Ma figuriamoci! Giuseppe era un giovane innamorato della sua giovanissima e splendida Maria!) essere promessi sposi. Sogni, emozioni, passioni e desideri di una vita che stanno per essere coronati.

Tutto crolla. Maria è in cinta. Giuseppe è l'unico a sapere di non essere lui il padre.

Insomma, la situazione non è niente male! Il vangelo non ci racconta mai di una santità di vita che cade dal cielo, ci racconta di uomini e donne veri, concreti, reali, umanissimi!!!

Allora possiamo capire che significa per Giuseppe scoprire questa cosa!

Le alternative erano due. La più sensata e quella secondo la legge era quella di andare dal rabbino e denunciare Maria per adulterio!! Sì, perché il tradimento nell'anno di fidanzamento era considerato adulterio, punibile con la lapidazione. Ricordate la donna che porteranno a Gesù? Ecco, Maria doveva fare quella fine. Essere trascinata, insultata, calpestata davanti all'occhio della folla per poi essere lapidata.

Questo voleva la legge. Non la legge di Pincopallo, la legge della Scrittura, la legge di Dio.
Caspita.

Giuseppe, uomo giusto secondo il vangelo, decide però per un'altra strada. Ed è qui che intuiamo che Giuseppe è follemente innamorato di Maria! Talmente innamorato, da non poter pensare di accusarla pubblicamente, nonostante sia in cinta! E quel bimbo non sia suo!

Non siamo cresciuti pensando che un uomo giusto è colui che obbedisce alla legge? Eppure Giuseppe la trasgredisce, e il vangelo lo chiama giusto.

Più forte della legge è l'amore! Sempre e comunque. Per questo Giuseppe dovremmo amarlo di più, considerarlo maggiormente, portarcelo in processione nel giorno di Natale. Portarlo simbolicamente nei nostri quartieri, nelle case di accoglienza, nei corridoi delle metropolitane... oltreché in tutte le canoniche della terra! Per ricordare anzitutto a noi stessi, solamente a noi stessi che l'amore è più forte della legge. Questa è la Parola del nostro Dio.

Grazie Giuseppe, mitico!

Proprio mentre pensa a tutto ciò, ecco apparire un angelo in sogno. Comincia la storia dei sogni nei quali Giuseppe sa leggere i messaggi di Dio!

Mi soffermo solamente su due particolari ancora. A Giuseppe, come a Maria, viene detta quella bellissima parola: non temere! Non avere paura, ma fiducia!

Non avere paura di aprirti, di buttarti in questa storia, di entrare nel presepe! Vale per Giuseppe, vale per noi! Non avere paura di amare, perché solamente la paura paralizza la vita. La paura uccide le amicizie, i matrimoni, le parrocchie...

La paura di qualcuno che ci stia fregando: la scuola, il collega, lo stato, la chiesa, mia moglie, mia suocera... Anche Giuseppe poteva avere paura che qualcuno lo stesse fregando, compresa Maria!
Ma si fidò!
Noi credenti siamo generati dalla fiducia, non dalla paura.

Perché avere fiducia? L'angelo dice a Giuseppe qualcosa di inaudito: quel figlio è frutto mio. Quel figlio lo chiamerai Gesù, che significa Dio-salva.
D'ora in poi Dio avrà un nome, Gesù, Dio-salva.
Dirompente bestemmia.

Nell'Antico Testamento il nome di Dio non si poteva pronunciare. Ora a Dio possiamo dare un nome che è un programma inequivocabile.
Dio salva.

L'amore è più forte della legge.

Ma di fronte a tutto ciò, potremmo starcene fuori dal presepe come semplici spettatori?
Coraggio amici, buttiamoci nella mischia.

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