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SABATO DELLA XII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO II)

Vangelo: Mt 8,5-17

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Sabato della XII settimana del Tempo Ordinario (Anno II) (26/06/2010)
Vangelo: Mt 8,5-17   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Mt 8,5-17)

Nel Vangelo di Matteo il primo miracolo di Gesù è stato operato su una persona lebbrosa. Gesù non esclude dal suo regno. Accoglie tutti gli esclusi ed ogni disperso. Con Lui cambia totalmente l'economia della salvezza. Il secondo miracolo è ancora operato su un altro escluso. Questa volta il motivo non è la lebbra materiale, del corpo, bensì la lebbra spirituale, dell'anima, della mente, del cuore, dei sentimenti.
Per gli Ebrei nessuna comunione era possibile con quanti non erano discendenza di Abramo e non professavano la stessa fede nel loro Dio e Signore. Si tollerava il pagano, ma rimaneva sempre un pagano incirconciso ed immondo. Il pagano era un vero lebbroso spirituale e da lui bisognava che uno se ne stesse sempre lontano. Triste modo di concepire la religione. Una religione che esclude un uomo o una categoria di uomini, non è vera in se stessa. A volte non è vera nella sua origine. Altre volte non è vera nelle sue modalità storiche di essere vissuta e compresa.
Oggi un centurione romano si presenta da Gesù. Lo supplica perché doni la guarigione ad uno dei suoi servi. Gesù non respinge la richiesta di grazia e di pietà di quest'uomo. Subito l'accoglie. È disposto a recarsi nella sua casa per portare sollievo all'ammalato. Le parole successive che il centurione rivolge a Gesù sconvolgono. Lo stesso Cristo Signore ne rimane ammirato. Ma è giusto ora che ascoltiamo direttamene le loro parole. Di questa bellezza di fede e di risposta nulla deve andare perduto.
Quanto distante il comportamento di Cristo Gesù dal nostro. Lui lo straniero lo serve, lo ama, lo cura, lo guarisce. Lui lo straniero non lo disprezza, non lo isola, non lo considera un usurpatore, un conquistatore, un violento, uno che viene per toglierci qualcosa. Lui lo straniero lo guarda sempre come una sua creatura da salvare, redimere, per la quale è già pronto a dare la sua vita sul duro legno della croce. La nostra verità cristiana, che deve essere la stessa di quella di Cristo Gesù, viene provata dalla relazione con gli stranieri. Come amiamo loro così amiamo Cristo. Come serviamo loro così serviamo Cristo. Come disprezziamo loro così disprezziamo Cristo.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Tu che fosti straniera e pellegrina in terra d'Egitto, riempi il nostro cuore di compassione e di carità verso tutti gli stranieri. Angeli e Santi di Dio otteneteci la grazia di non disprezzare, non umiliare, non sfruttare, non angariare mai uno straniero, ma di amarlo come Cristo ha amato noi.

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