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MARTEDÌ DELLA VII SETTIMANA DI PASQUA

Vangelo: Gv 17,1-11

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Martedì della VII settimana di Pasqua (18/05/2010)
Vangelo: Gv 17,1-11   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Gv 17,1-11)

Gesù è dal Padre. È dal Padre per generazione eterna. Lui è il Figlio Unigenito del Padre. Vero il Padre è sempre rivolto di un amore eterno, che in Lui è purissimo ascolto, dono totale della sua vita, obbedienza perfettissima.
Nell'Eden, o Paradiso terrestre, l'uomo si lasciò tentare. Non volle essere più di Dio. Volle essere di se stesso. Si ribellò alla legge della sua natura, del suo essere, che è legge di dipendenza, legge che lo vuole creatura fatta dal suo Creatore a sua immagine e somiglia, creatura che sempre dipende dal suo Dio. Fu il peccato, la morte. L'uomo si rifiutò di conoscere il suo Dio. Non si riconobbe più. Non sa più chi lui è. Quale la sua vera essenza. Quale la sua natura. Quale la sua origine. Quale la sua vita. Quale il suo presente. Quale il suo futuro. L'ignoranza si trasforma quotidianamente in idolatria, magia, empietà, immoralità, volontà satanica di ribellione contro ogni limite che la natura creata comporta e porta scritto nel suo stesso essere.
Viene Gesù, il Figlio Unigenito del Padre, si fa carne e sangue. Nella carne e nel sangue vive perfettamente ogni limite della sua natura. Si fa obbedienza alla legge dell'umanità in tutto. Non si tratta però di una legge di dipendenza assoluta, così come era prima della caduta, quando la natura era nel bene, nella giustizia, nella verità. Si tratta invece di un'obbedienza ad una natura povera, misera, sofferente, ammalata, perseguitata, crocifissa, morta, sepolta. Questa obbedienza ha un solo fine: insegnare ad ogni uomo che Lui è del Padre, è sempre dalla volontà del Padre.
Gesù vive per attestare, testimoniare, rivelare ad ogni uomo che il Padre suo è il Signore della sua vita. A Lui la vita appartiene per creazione. Lui è l'autore di ogni vita. Ogni vita deve essere a Lui ridonata. È solamente in questo dono che la vita esce dal limite della morte ed entra nel l'infinito della fruttificazione di una vita sempre più nuova.
Conoscere il Padre è conoscerlo come il Signore, il Dio, il Creatore della nostra vita. Lo si conosce. Gli si dona per intero la vita. Lo si conosce, lo si accoglie. Si presta a Lui l'adorazione che è ascolto di ogni sua volontà, di ogni suo desiderio, di ogni suo comando, di ogni Parola che ci dice e dalla quale viene tracciato il binario su cui incanalarci per poter essere rivestiti oggi e sempre di vita divina ed eterna.
Chi è allora il discepolo di Gesù? È colui che imitando il suo Maestro e camminando nella sua Parola deve ogni giorno rivelare il Padre. Lo rivela donando a Lui la sua vita con una obbedienza perfetta ad ogni suo comando, precetto, parola.
La Vergine Maria, Madre della Redenzione, gli Angeli e i Santi ci insegnino questa scienza divina dell'obbedienza e del dono al Padre di tutta la nostra vita.

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