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12 maggio 2013
ASCENSIONE DEL SIGNORE (ANNO C)

Vangelo: Lc 24,46-53

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TESTO Commento su Luca 24,46-53

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Ascensione del Signore (Anno C) (16/05/2010)

Vangelo: Lc 24,46-53 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Termina il Vangelo di Luca e le ultime parole di Gesù lo contengono tutto, compresi Mosè, i profeti, i salmi; compresa la missione che ora tocca agli apostoli. Il Vangelo non è un modello etico: è Gesù che patisce, muore e risorge. Gli apostoli e i cristiani devono solamente testimoniare la Pasqua che contiene anche la conversione e il perdono dei peccati. La prima è condizione del perdono. Passione, resurrezione e gloria debbono compiersi per tutti. È il messaggio universale della Pasqua. L'Ascensione è dopo quaranta giorni da quel mattino. È simbolo che tiene dentro tutto il tempo fino ad oggi e tutti i secoli che verranno.

Per tre anni gli apostoli erano stati con Gesù, testimoni del suo amore per tutti, compresi i peccatori. Ora, con la forza del Vento di Dio, vivranno ogni giorno alla presenza del Risorto e ne saranno testimoni, con la loro gioia, in ogni angolo del mondo. E bisogna visitarne almeno qualcuno per capire quanti angoli ha il mondo!

Tanto per essere concreti, così avviene in tante famiglie dove padre e madre diventano per i propri figli i primi catechisti e testimoni dell'amore di Dio. Anche tanti nei gruppi, nella scuola, sul lavoro, negli ospedali o come volontari ovunque, sono felici di rinnovare questi "luoghi" usando la testimonianza della propria vita coerente col Vangelo, facendo sentire quanto il Signore ama ognuno.

Commuove l'ultimo gesto di Gesù che sale in cielo, alza le mani e benedice. È il gesto degli antichi padri: "Alzate le mani verso il tempio e benedite il Signore"; è la nostra risposta a Dio che ci benedice: "Ti benedica il Signore e ti protegga. Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace".

Gesù sale al Padre, precedendoci a casa. Su, in alto, indica la direzione del nostro cammino che non precipita nella morte, ma vola in braccio al Padre. Prima del termine del cammino, anche noi come gli apostoli, dobbiamo "tornare a Gerusalemme", con gioia grande e col canto di lode in cuore. Perché cantare e star contenti? Per quella voce che, suggerita dal suo Spirito, viene da dentro e dice: "Sono risorto e adesso sono sempre con te!".

Luca termina di scrivere il suo Vangelo e inizia il libro degli Atti degli Apostoli. È l'altro libro, quello affidato a noi, da scrivere con i nostri "atti", capaci di mostrare, in qualche modo, la presenza di Gesù risorto su questa terra, in mezzo a noi.

Commento a cura di don Angelo Sceppacerca

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