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MARTEDÌ DELLA VI SETTIMANA DI PASQUA

Vangelo: Gv 16,5-11

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Commento su At 16,30-33
Eremo San Biagio  

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Martedì della VI settimana di Pasqua (11/05/2010)
Brano biblico: At 16,30-33   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Gv 16,5-11)

Dalla Parola del giorno
"Che cosa devo fare per essere salvato?" Risposero: "Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia". Proclamarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa. Egli li prese con sé, a quell'ora della notte, ne lavò le piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi.

Come vivere questa Parola?
Paolo e Sila sono in carcere a causa della Parola di Gesù che, anche a Filippi (città della Macedonia) avevano annunciato. Sono dunque essi i "portavoce di Dio". E come potrebbe il Signore abbandonarli mentre ha in progetto di servirsi di loro per far giungere al cuore di moltitudini la parola di vita? Ecco dunque che, notte tempo, sconquassa le mura della prigione mentre Paolo e Sila pregano e innalzano canti al Signore. Il panico afferra anche e soprattutto i carcerieri. Uno di loro, pensando che - essendo spalancate le porte - i prigionieri fossero fuggiti, è spinto perfino a sguainare la spada contro se stesso, tanta è la paura per sentirsi colpevole della fuga dei prigionieri. Ma interviene Paolo che lo rassicura. Ecco, i prigionieri cristiani sono tutti presenti. Evidentemente Dio è dalla loro parte. È certo questo che muove il carceriere a chiedere: "Che cosa devo fare per essere salvato?"
La risposta è immediata: "Credi tu e la tua famiglia". Paolo e Sila annunciano la parola di vita e la casa dove il carceriere ora accoglie gli ex carcerati Paolo e Sila risuona di canti conviviali. Egli, dopo aver curato le piaghe dei prigionieri, si è fatto battezzare coi suoi cari. E subito dopo eccoli tutti seduti a convito. Ciò che ora va sottolineato è il clima di gioia che pervade questo luogo di accoglienza e carità semplice e vitale.

Oggi, nella mia pausa contemplativa, rinnovo in me la certezza che, se vivo la mia fede senza sconti e paure, Dio non mi abbandona: in qualsiasi situazione mi trovi. Mi soffermo anche a radicarmi nella persuasione che lasciar entrare Gesù e il suo vangelo nella mia casa è aprire le porte alla gioia.

Signore, fammi un lieto credente della tua parola che voglio accogliere e vivere ogni giorno.

La voce di un martire di oggi
Essere finestra, cioè luogo di comunicazione e d'incontro: passaggio di luce per comunicare ciò che abbiamo di più prezioso e accogliere ciò che gli altri hanno di più prezioso.
Andrea Santoro

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