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14 dicembre 2014
III DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B) - GAUDETE

Vangelo: Gv 1,6-8.19-28

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TESTO Giovanni Battista presenta Gesù come Messia

a cura dei Carmelitani  

III Domenica di Avvento (Anno B) - Gaudete (15/12/2002)

Vangelo: Gv 1,6-8.19-28 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

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6Venne un uomo mandato da Dio:

il suo nome era Giovanni.

7Egli venne come testimone

per dare testimonianza alla luce,

perché tutti credessero per mezzo di lui.

8Non era lui la luce,

ma doveva dare testimonianza alla luce.

19Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». 20Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». 21Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. 22Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». 23Rispose:

«Io sono voce di uno che grida nel deserto:

Rendete diritta la via del Signore,

come disse il profeta Isaia».

24Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. 25Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». 26Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, 27colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». 28Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l' hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.

Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli de Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato il lo Spirito. Amen.

2. Lettura: Giovanni 1,6-8.19-28

a) Una chiave di lettura:

La liturgia di questa terza domenica di Avvento mette davanti a noi la figura di Giovanni Battista e descrive il luogo che egli occupa nel piano di Dio. Così, ci aiuta a trovare il nostro luogo e ci prepara alla festa del Natale.

Giovanni Battista fu grande, molto grande. E' stato un profeta con molti discepoli e protagonismo popolare. Gesù lo definì come il più grande fra i nati da donna. E nonostante, secondo Gesù, il più piccolo nel Regno è più grande di Giovanni (Mt 11,11). Giovanni sapeva questo. Esaltato dagli altri, non si esaltava per conto proprio. Dopo che Gesù aveva cominciato ad annunciare il Regno di Dio, egli seppe cedergli il posto. I suoi discepoli, invece, non ebbero la stessa grandezza d'animo. Si sentirono invidiosi. Giovanni li aiutò a superare il problema. Di fatto non è facile cedere il posto e la guida agli altri e collaborare con essi perché possano realizzare la propria missione.

b) Una divisione del testo per aiutare la lettura:

Gv 1,6-8: Il posto di Giovanni dentro il piano di Dio: dar testimonianza alla luce.

Gv 1,19-21: La testimonianza negativa di Giovanni riguarda a se stesso: egli non è quello che gli altri pensano di lui.

Gv 1,22-24: La testimonianza positiva di Giovanni su se stesso: egli prepara il cammino del Signore.

Gv 1,25-28: Il significato del battesimo di Giovanni: prepara la venuta di qualcuno più grande che verrà dopo.

c) Il testo:

6-8: Ci fu un uomo mandato da Dio; il suo nome era Giovanni. Questi venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma per rendere testimonianza alla luce.

19-21: Ora, questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli mandarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti per domandargli: «Tu, chi sei?». E professò, e non negò, e professò: «Io non sono il Cristo». Gli domandarono: «Chi sei tu allora? Sei Elia?». Egli dice: «Non lo sono». «Sei il profeta?». Rispose: «No!».

22-24: Gli dissero allora: «Chi sei? Ché possiamo dare una risposta a chi ci ha inviati! Cosa dici di te stesso?». Affermò: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: raddrizzate la via del Signore, come disse il profeta Isaia». Essi erano stati mandati dai farisei.

25-28: Costoro gli domandarono ancora: «Perché dunque battezzi se non sei il Cristo né Elia né il profeta?».Rispose loro Giovanni: «Io battezzo con acqua; in mezzo a voi sta colui che voi non conoscete, colui che viene dopo di me, di cui non sono degno di sciogliere il legaccio del sandalo». Questi fatti avvennero a Betània al di là del Giordano, dove c'era Giovanni che battezzava.

3. Momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi e illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nell'orazione.

a) Quale punto richiamò di più la mia attenzione e che più mi piace nell'atteggiamento di Giovanni Battista?

b) Tre volte Giovanni definisce se stesso con affermazione negativa: non sono il Messia, non sono Elia, non sono il Profeta. Queste tre negazioni, che cosa affermano sulla persona di Giovanni?

c) Usando una frase dell'Antico Testamento per dire chi egli è, Giovanni devia l'attenzione da se stesso su Gesù. Che cosa ci dice questo su Giovanni e su Gesù?

d) Che cosa afferma Giovanni sul battesimo? Come si distingue il battesimo di Giovanni dal battesimo di Gesù?

e) Perché mai Gesù disse: Giovanni è il più grande, ma il più piccolo del Regno è più grande di lui?

f) Come tutto questo può aiutarci a preparare la festa del Natale?

5. Una chiave di lettura

per coloro che vogliono approfondire il contenuto.

Il contesto nel quale Giovanni Battista appare nel Vangelo di Giovanni

* Il Vangelo di Giovanni fu scritto alla fine del primo secolo. In quel tempo, tanto in Palestina come nell'Asia Minore, dovunque ci fosse una comunità di giudei, c'erano anche persone che avevano avuto contatto con Giovanni Battista o che erano state battezzate da lui (At 19,3). Visto da fuori, il movimento di Giovanni era molto simile a quello di Gesù. Ambedue annunciavano l'arrivo del regno (Mt 3,1-2) e ambedue esigevano la conversione (Mt 4,17). Ci deve essere stata una certa concorrenza tra i seguaci di Giovanni e quelli di Gesù. Per questo la risposta di Giovanni riguardo a Gesù valeva non solo per gli inviati dei sacerdoti e dei farisei del tempo di Giovanni, ma anche per le comunità cristiane della fine del primo secolo. Di fatto, tutti i quattro vangeli si preoccupano di riferire le parole di Giovanni Battista che afferma di non essere lui il messia (Mt 3,3.11; Mc 1,2.7; Lc 3,4.16; Gv 1,19-23.30; 3,28-30).
Commento alla testimonianza di Giovanni

* Giovanni 1,6-8: Il posto di Giovanni dentro il piano di Dio: dare testimonianza alla luce.

Il Prologo del quarto Vangelo afferma che la Parola viva di Dio è presente in tutte le cose e brilla nelle tenebre come luce per ogni uomo. Le tenebre tentano di spegnerla, ma non ci riescono (Gv 1,15). Nessuno riesce a nasconderla, perché non riusciamo a vivere senza Dio per molto tempo. La ricerca di Dio, sempre di nuovo, rinasce nel cuore umano. Giovanni Battista venne per aiutare il popolo a scoprire questa presenza luminosa della Parola di Dio nella vita. La sua testimonianza fu così importante, che molta gente pensava che fosse lui il Cristo (Messia)! (At 19,3; Gv 1,20). Per questo il Prologo chiarifica: "Giovanni non era la luce! Venne per dare testimonianza alla luce!".

* Giovanni 1,19-21: La testimonianza negativa di Giovanni riguardo a se stesso: egli non è quello che gli altri pensano di lui.

I giudei inviarono sacerdoti e farisei per sapere chi era questo Giovanni che battezzava il popolo nel deserto e che attraeva tanta gente da tutte le parti. E mandarono a chiedere: "Chi è?" La risposta di Giovanni è curiosa. Invece di dire chi è, risponde che non è: "Non sono il Messia!". Aggiunge poi altre due risposte negative: lui non è né Elia, né il profeta. Si tratta di aspetti differenti della stessa speranza messianica. Nei tempi messianici, Elia sarebbe tornato per ricondurre il cuore dei padri verso i figli e quello dei figli verso i padri. Ossia, sarebbe tornato per restaurare la convivenza umana (Ml 3,23-24; Si 48,10). Il profeta, annunciato per condurre, in futuro, a buon termine l'opera iniziata da Mosé, era visto dal popolo come il Messia atteso (Dt 18,15). Giovanni rifiuta questi titoli messianici, perché non era lui il Messia.

Più avanti però, sarà proprio Gesù a dire che Giovanni era Elia (Mt 17,12-13). Come spiegare questa affermazione? Il fatto è che c'erano varie interpretazioni sulla missione di Elia. Alcuni dicevano che il Messia sarebbe stato come un nuovo Elia. In questo senso Giovanni non era Elia. Altri dicevano che la missione di Elia era solo quella di preparare la venuta del Messia. In questo senso Giovanni era Elia.

In questo dialogo tra Giovanni e i farisei e sacerdoti traspare la catechesi delle comunità della fine del primo secolo. Le domande dei sacerdoti e dei farisei sul significato di Giovanni Battista dentro il piano di Dio erano anche le domande delle comunità. Così, le risposte di Gesù, raccolte dall'evangelista, servivano anche per le comunità.

* Giovanni 1,22-24: La testimonianza positiva di Giovanni: egli è solo uno che prepara la strada.

"Perché dunque battezzi se non sei il Cristo né Elia né il profeta?" Gli inviati dei sacerdoti e i farisei volevano una risposta chiara, perché dovevano rendere conto a quelli che li avevano incaricati di interrogare Giovanni. Ad essi non bastava sapere ciò che Giovanni non era. Volevano sapere chi egli è e cosa significa dentro il piano di Dio.

La risposta di Giovanni è una frase ripresa dal profeta Isaia, frase molto usata, che appare nei quattro vangeli: "Sono una voce che grida nel deserto. Preparate le vie del Signore" (Mt 3,3; Mc 1,3; Lc 3,4; Gv 1,23). In questo uso dell'Antico Testamento appare la mistica che animava la lettura che i primi cristiani facevano della Sacra Scrittura. Essi cercavano dentro le parole, non tanto gli argomenti per provare affermazioni, ma molto più per verbalizzare e esplicitare per essi stessi e per gli altri la novità dell'esperienza che avevano di Dio in Gesù (cfr 2 Tim 3, 15-17).

* Giovanni 1,25-28: Il significato del battesimo e della persona di Giovanni.

Nelle comunità cristiane della fine del primo secolo c'erano persone che conoscevano solo il battesimo di Giovanni (At 18,25; 19,3). Entrando in contatto con altri cristiani che erano stati battezzati nel battesimo di Gesù, quelli volevano sapere quale era il significato del battesimo di Giovanni. In quel tempo c'erano molti tipi di battesimo. Il battesimo era una forma con cui la persona si comprometteva con un determinato messaggio. Chi accettava il messaggio era invitato a confermare la sua decisione attraverso un battesimo (abluzione, purificazione o bagno). Per esempio, con il battesimo di Giovanni la persona si vincolava al messaggio annunciato da Giovanni. Con il battesimo di Gesù, la persona si vincolava al messaggio di Gesù che gli comunicava il dono dello Spirito (At 10,44-48; 19,5-6).

In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete. Questa affermazione di Giovanni si riferisce a Gesù, presente nella moltitudine. Nel tempo in cui Giovanni scriveva il suo vangelo, Gesù continuava ad essere presente nelle comunità e nelle persone, soprattutto nei poveri con i quali egli si identificava. Oggi egli sta in mezzo a noi in molte maniere e anche oggi, molte volte, noi non lo conosciamo.

Ampliando le informazioni del Vangelo di Giovanni su Giovanni Battista.
* Giovanni Battista nel Vangelo di Giovanni

Giovanni provocò un movimento popolare molto grande. Lo stesso Gesù aderì al movimento del Battista e si fece battezzare da lui nel fiume Giordano. Anche dopo la morte, Giovanni continuava ad esercitare una grande attrazione e influenza, sia tra i giudei che pure tra i cristiani che provenivano dal giudaismo (At 19,1-7). Le informazioni su Giovanni Battista, conservate nel quarto Vangelo (Gv 1,6-8.15.19-36; Gv 3,22-30), sono le seguenti: 1) Giovanni venne per dare testimonianza alla luce (Gv 1,6-8). 2) Gesù venne dopo Giovanni e fu anche discepolo di Giovanni. Ma nonostante ciò, egli è più importante di Giovanni, perché esisteva prima di Giovanni: "Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me" (Gv 1, 15.30). Gesù è la Parola creatrice che stava presso il Padre fin dalla creazione (Gv 1,1-3). 3) Giovanni confessò apertamente: "Io non sono il Cristo. Non sono Elia. Non sono il Profeta che il popolo attende. Sono solo uno che grida nel deserto: raddrizzate il cammino del Signore" (Gv 1,19-23). 4) Di fronte a Gesù, Giovanni si considera indegno di sciogliere il legaccio del suo sandalo e dice: "Egli deve crescere e io diminuire" (Gv 1,27; 3,30). 5) Riguardo a Gesù egli dichiarò al popolo: "Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Egli battezzerà con lo Spirito Santo" (Gv 1,32-33). 6) Giovanni indica Gesù come l'agnello di Dio che toglie il peccato del mondo (Gv 1,29.36), l'eletto di Dio (Gv 1,34).
* La Galleria degli incontri nel Vangelo di Giovanni

Nel Vangelo di Giovanni, sono narrati con molti dettagli gli incontri vari che Gesù ebbe con le persone lungo tutta la sua vita itinerante in Palestina: con i primi discepoli (Gv 1,35-51), con Nicodemo (Gv 3,1-13; 4,14; 7,50-52; 19,39), con Giovanni Battista (Gv 3, 22-36), con la samaritana (Gv 4, 1-42), con il paralitico (Gv 5,1-18), con la donna che stava per essere lapidata (Gv 8,1-11), con Marta e Maria (Gv 11,17-37). Questi e altri incontri sono come dei quadri, collocati sulle pareti di una Galleria d'arte. Essi rivelano agli occhi attenti di chi sa apprezzare qualcosa di ciò che sta oltre il dettaglio, cioè l'identità di Gesù. Allo stesso tempo, mostrano le caratteristiche delle comunità che credevano in Gesù e davano testimonianza della sua presenza. Sono anche specchi che aiutano a scoprire ciò che succede dentro di noi quando ci incontriamo con Gesù. Lo specchio dell'incontro di Gesù con Giovanni Battista, che meditiamo in questa terza domenica di Avvento, ci aiuta a prepararci per l'incontro con Gesù nella prossima festa di Natale.

6. Salmo 131

Abbandono filiale
Signore, non s'inorgoglisce il mio cuore,
non sono boriosi i miei occhi,
non mi muovo fra cose troppo grandi,

superiori alle mie forze.

Anzi, tengo serena e tranquilla l'anima mia.
Come un bimbo svezzato in braccio a sua madre,

come un bimbo svezzato è l'anima mia.

Attendi, Israele, il Signore;

ora e sempre!

7. Orazione finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa' che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa' che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

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