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II DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)

Vangelo: Mc 1,1-8

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Prepara la strada del Signore
don Roberto Rossi  

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II Domenica di Avvento (Anno B) (07/12/2008)
Vangelo: Mc 1,1-8   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Mc 1,1-8)

Tre sono i personaggi che ogni anno l'Avvento ci presenta: il profeta Isaia, Giovanni Battista e Maria Santissima. Questi tre personaggi ci mostrano come attendere la venuta di Gesù.

Nella seconda domenica di Avvento siamo invitati a guardare la figura di Giovanni Battista che nel deserto grida la necessità di preparare la strada al Signore che viene. Da sempre Dio ha partecipato della vita e della storia del suo popolo: l'ha fatto con grandi manifestazioni e attraverso i profeti, i re... Ora Egli entra in maniera speciale nella storia degli uomini, ne vuole far parte a pieno titolo e a pieno diritto. Per questo sceglie un momento, un tempo ben precisi: Dio entra nella storia degli uomini per trasformarla dal di dentro.

Una cosa è certa: il Signore viene se noi gli prepariamo la strada. Così come duemila anni fa, però, nessuno è sceso sulle strade della Palestina con zappe, vanghe e rastrelli per lastricare la strada che avrebbe percorso Gesù, ma gli uomini avevano chiesto perdono dei propri peccati, così anche noi, oggi, siamo chiamati a preparare la strada del nostro cuore: perché è lì che il Signore deve nascere.

“Raddrizzate i suoi sentieri”. Cos'è che è storto? Cos'è che ha bisogno di essere raddrizzato? Che cosa dentro di me non è secondo il Signore? Nella vita della società e dell'intera umanità cosa va raddrizzato? Che cosa non è secondo il pensiero e il progetto del Signore, che vuol far conoscere e sperimentare il suo amore a tutti e vuole che tutti gli uomini siano fratelli?
E’ la strada del cuore che dobbiamo preparare, raddrizzare: si tratta di togliere tutti quei cumuli di rancore, di odio, di aggressività, di non
perdono, che si sono accumulati; si tratta di togliere tutte quelle spigolosità che ci impediscono di vivere una relazione armoniosa con l'altro: invidie, gelosie, permalosità..., ancora togliere tutti quei sassi che continuamente ci fanno inciampare: le nostre compensazioni fatte di tempo non usato bene, e delle varie omissioni delle nostre giornata nelle quali potremmo fare tanto bene e non lo facciamo. Mancano ancora tre settimane a Natale, il lavoro da fare è molto però accogliamo l'invito di Giovanni Battista, rimbocchiamoci le maniche e diamoci da fare per accogliere il Signore che viene: se lo desideri davvero, il Signore ti renderà tutto più semplice! Una cosa è certa: lui non può venire in te, nella tua famiglia, nella nostra società, se tu non lo vuoi!

La parola di Dio è un grande annuncio di speranza e di salvezza. Così inizia il testo del profeta Isaia. Verrà uno dall'alto, verrà il Signore. Egli ci salverà.

Giovanni Battista "grida" e rinnova il messaggio del profeta Isaia che consolava il popolo, quando era schiavo in terra straniera. La situazione cambierà, perché viene una persona, "verrà" dice il Battista "il vero Salvatore di tutti". Giovanni Battista che ha dedicato tutta la sua vita per servire il Signore, vive nel deserto, nel sacrificio, nella penitenza, per esprimere il suo amore al Signore e per preparare il popolo ad accoglierlo col cuore purificato e lavato dai peccati.

Continua per noi l'avvento con il suo invito ad essere pronti per accogliere il Signore. Occorre una forte vita spirituale per accoglierlo degnamente.

Il vigilare diventa un darsi da fare, un lavorare per raddrizzare "la strada", dentro la propria coscienza, nella propria esperienza spirituale ed umana e nelle situazioni in cui ci troviamo a vivere. Ci vuole un impegno molto serio, costante, perché non è facile costruire una strada e ci vuole del tempo.

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