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9 novembre 2014
DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

Vangelo: Gv 2,13-22

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TESTO Pietre vive

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Dedicazione della Basilica Lateranense (09/11/2008)

Vangelo: Gv 2, 13-22 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Gv 2,13-22

13Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. 14Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. 15Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, 16e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». 17I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà.

18Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». 19Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». 20Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». 21Ma egli parlava del tempio del suo corpo. 22Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

La basilica del Laterano è la cattedrale del vescovo di Roma, che "sovraintende alla carità" (s. Ireneo) di tutte le chiese locali. Da sempre Dio cerca di abitare fra gli uomini, anche se nessuna costruzione materiale può essere veramente la sua dimora. La bibbia esprime questa antinomia dicendo che il tempio di Dio è fatto o non fatto dalla mano dell'uomo.

Sono templi costruiti da mani umane i primi santuari in cui la fede ancora incerta dei patriarchi scopre con timore la presenza di Dio; poi la tenda del convegno che freme al vento del deserto, quando al suo interno Mosè dialoga faccia a faccia col Signore; e infine il tempio di Salomone, stabile dimora del Dio degli eserciti in mezzo al suo popolo. Ma egli non risiedeva già nella creazione, che le prime pagine della Genesi descrivono a immagine del tempio di Gerusalemme?

Forte delle promesse messianiche, la dinastia di Davide si farà carico non solo della fedeltà dell'alleanza, ma anche della custodia della "casa di Jahvé". Molto

presto tuttavia i profeti annunciano che Dio vuole abitare nel cuore di un popolo fedele.

Frequentando fedelmente il tempio, Gesù si presenta come un degno continuatore di tutti coloro che hanno amato Dio, camminando verso la sua santa dimora. Ma, ponendosi direttamente sulla linea del profetismo, il suo insegnamento sulla "casa del Padre" prepara anche la trasposizione delle antiche realtà culturali in un ordine nuovo, in cui tutto convergerà

sulla sua persona. La morte di Gesù, condannato per un'affermazione sul tempio che il sinedrio giudica blasfema, provoca la lacerazione del velo del santuario. Il corpo glorificato del risorto, la chiesa che si sta costruendo, il credente in cui dimora lo Spirito: è questo, ormai, il vero santuario, di cui l'altro era soltanto una figura. I templi fatti dalla mano dell'uomo sono al servizio del tempio di pietre vive, non fatto dalla mano dell'uomo.

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