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NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA

Vangelo: Mt 1,1-16.18-23 (forma breve: Mt 1,18-23)

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Commento su Matteo 1,1-16.18-23 (forma breve: Matteo 1,18-23)
Eremo San Biagio  

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Natività della Beata Vergine Maria (08/09/2008)
Vangelo: Mt 1,1-16.18-23 (forma breve: Mt 1,18-23)   Clicca per vedere le Letture (Vangelo: Mt 1,1-16.18-23 (forma breve: Mt 1,18-23))

Dalla Parola del giorno
E tu Betlemme di Efrata così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te uscirà Colui che deve essere il dominatore di Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti. Perciò Dio li metterà in potere altrui fino a quando colei che deve partorire partorirà.

Come vivere questa Parola?
Una profezia messianica in cui si fa esplicito riferimento a “Colei che dovrà partorire”. Ovviamente l’accento cade sul frutto del parto, su Colui le cui origini sono “dai giorni più remoti”, cioè da sempre. Ma non è casuale l’accenno alla “donna-madre”.
Tutta la Scrittura è attraversata da questa immagine: dal libro della Genesi (3,15), in cui si parla di una donna-madre che nel figlio risulterà vittoriosa sul principe del male, ai molti richiami nell’Antico e nel Nuovo Testamento, fino alla piena realizzazione del segno nel libro dell’Apocalisse (12,1-2.5) che la presenta circondata di gloria nell’atto di dare alla luce il figlio che regnerà in eterno.
La rilevanza di questo tema è strettamente connessa con l’immagine di Dio-Sposo, il cui amore non si rassegna a perdere la ‘sposa’ più volte infedele, cioè l’umanità, e vuole restituirla alla purezza del “primo amore”, come dice Osea, e alla piena fecondità (cioè capacità di porre gesti di vita).
Senza difficoltà, la Chiesa ha trasferito questa immagine su colei che rappresenta la realizzazione del sogno di Dio sull’umanità: Maria. In lei, totalmente ceduta all’amore di Dio, l’umanità ritrova la sua dimensione nuziale. In lei ha la certezza che nulla del bene che silenziosamente va germogliando qua e là anche oggi, nonostante i vari segni di morte, andrà perduto. La novità che la sua nascita ha immesso nella storia è ora affidato alle nostre mani, al nostro impegno di credenti perché la nostra società possa ritrovare la via della speranza.

Oggi, nel mio rientro al cuore, passerò del tempo in compagnia di Maria. Ne contemplerò l’atteggiamento di umile e gioiosa accoglienza del volere di Dio e le chiederò di sostenere il mio impegno di fedeltà all’amore di Dio.

Maria, madre di Gesù, dammi il tuo cuore, così bello, così puro, così immacolato, così pieno d'amore e umiltà: rendimi capace di ricevere Gesù nel Pane della Vita, amarlo come lo amasti tu e servirlo sotto le povere spoglie del più povero tra i poveri. Amen. (Madre Teresa di Calcutta)

La parola di un teologo ortodosso
Nella più profonda vita con Dio c’è un rapporto segreto fra il Figlio e la Madre, fra la Parola ed il silenzio, fra la fede fissata e conservata nelle formule conciliari ed il mistero, nascosto nella fonte stessa della fede. Dalla Parola andiamo al silenzio, da Cristo a Maria, dalla Chiesa all’anima e torniamo indietro perché lo Spirito della verità unisce queste realtà in sé come qualche cosa di inseparabile, ma anche di distinto.
Vladimir Zelinskij

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