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17 agosto 2014
XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Vangelo: Mt 15,21-28

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TESTO Commento su Matteo 15,21-28

don Stefano Varnavà

XX Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (17/08/2008)

Vangelo: Mt 15,21-28 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Primo insegnamento: Il Signore non esaudisce una persona perché è brava e l'altra no perché cattiva. Il Signore esaudisce chiunque: sia la persona più onesta, sia il peccatore più incallito.

Nel cristianesimo c'è la tendenza di far dipendere la celebrazione della Messa e le preghiere dalla santità. Non è così! Il Signore supera i nostri schemi; lui guarda all'ansia del cuore, guarda alla richiesta del figlio o della figlia (per Lui siamo tutti figli).

Per il Signore non ci sono dei figli preferiti, anche se sentiremo frasi di questo genere: "Mio figlio prediletto; Mio fedele prediletto...". La predilezione non parte da Dio o da Gesù ma parte da noi: siamo noi che mettendo Dio al primo posto diventiamo Suoi figli prediletti.

La predilezione è nostra non Sua: Dio non fa "parte e malizia"; Dio non ha favoriti o eletti e neanche ha le Sue...."baronie" come succede invece negli Ospedali o nelle Università.. dove il "barone" ha due o tre discepoli, i migliori, ai quali poi lascerà la cattedra o l'incarico.

Dio è al di sopra di tutto ciò perché è in "Alto".

Se noi siamo a livello della strada vediamo l'automobile che passa; se siamo al quarto o quinto piano, con lo stesso colpo d'occhio ne possiamo vedere sei o sette....: più si è in alto e più si vede. Noi invece, pur vedendo dal basso, a volte osiamo addirittura al posto di Dio e diciamo: "Perché Dio non fa così?...., perché Dio permette questo?....". Ciò succede perché ci siamo messi (da soli) in "alto" e crediamo così di essere al posto di Dio: illusione!!! La stessa illusione che prova il bambino che sale su un dosso (o una montagnetta) e seguendole, la sua fantasia dice: "Io sono il Dio della montagna!".

A volte noi crediamo di essere dei "padre eterni" perché con la nostra fantasia ci siamo messi un poco più in "alto" dimenticandoci così che Dio è infinito.

Dio è molto, molto "più in Alto" di noi, quindi le cose le vede diversamente da noi. Diversamente, o meglio in maniera più vasta e approfondita anche dell'uomo più sapiente o più santo esistente sulla terra, che può sbagliare anche lui.

Quante volte gli stessi Santi hanno detto o preconizzato cose che poi non si sono avverate: è stato così per S.Caterina da Siena, S.Bernardo da Chiaravalle, il quale aveva detto: "Con questa crociata libereremo Gerusalemme..." e invece...: 7000 morti!

Chi si mette a un livello superiore si illude di essere arrivato al livello di Dio!

Noi ci sforziamo di capire qualche cosa di Dio, dei disegni di Dio... e talvolta siamo così presi dallo sforzo di capire che "parliamo" a nome di Dio: siamo convinti di essere Dio e, quello che diciamo lo attribuiamo a Dio: è Dio che sta parlando! Anche se nel nostro intimo fossimo completamente sicuri di questo, dobbiamo però sempre affermare: "Ha guardato all'umiltà della Sua serva".

Anche i più santi del mondo sono uomini piccoli, piccoli.... davanti a Dio e i Suoi disegni anche per loro sono imperscrutabili.

S.Antonio del deserto chiese al Signore: "Perché hai fatto morire quella donna che ha lasciato tre bambini piccoli...?", e Lui gli rispose: "Perché chiedi il perché a Dio?: perché fai delle domande a Colui che è al di sopra di tutto?, a Colui che non può riuscire a spiegare i motivi del Suo agire alla vostra mente ridotta e quindi non capace di raccogliere le motivazioni?

Qui mi viene in mente il discorso dell'Angelo, che sotto le spoglie di un bambino, fu visto ad Agostino sulle riva del mare: Agostino si divertiva ad osservare quel bambino che correva avanti e indietro per prendere, con un secchiello, l'acqua del mare e versarla in una buca scavata nella sabbia: "Ma cosa stai facendo?". "Voglio mettere tutta l'acqua del mare in questa buca". "Ma non vedi che l'acqua del mare è tantissima e la buca invece è piccola". "E tu non ti accorgi che vuoi mettere tutta la scienza e la sapienza di Dio nella tua piccola testa..." Questo è stato detto a S.Agostino!!!

Il primo atteggiamento che dobbiamo avere è quello dell'umiltà.

Fortunatamente per lei, la donna del Vangelo non ha fatto i ragionamenti che farebbero i nostri filosofi, o i nostri dottori in teologia, e... sempre fortunatamente non ha fatto neanche i grandi ragionamenti teologici e scritturistici dei nostri professori di Sacra Scrittura...: lei si è basata solo sulla realtà esterna. La donna dice: "Pietà di me Signore, figlio di Davide": lei ha capito che Gesù è un ebreo appartenente alla casa di Davide e che quindi lei come Cananea era in una posizione di inferiorità. I figli di Davide avevano alle spalle un passato glorioso di regni, di sapienza (Salomone), quindi superiori ai Cananei, ma la donna non si è fatta intimorire da tutto ciò e ha lasciato parlare il suo cuore.

Il cuore! In un altro Vangelo (di qualche settimana fa) Gesù ha detto: "Si conosce con il cuore. Questa gente sente le parabole ma non le capisce perché il loro cuore è indurito".

La vera conoscenza passa dal cuore e non dal cervello (o almeno non solo dal cervello). E' attraverso il cuore che si conosce veramente, completamente. Il cervello è "preparazione" ma è il cuore il filtro della vera conoscenza.

La donna del Vangelo ha una conoscenza molto limitata di Gesù, una conoscenza che non la riguarda direttamente. Lei sa solo che sta soffrendo nel corpo e nella mente per la figlia, e tutti sappiamo che la sofferenza più grande per un genitore è quella che si prova sulla "pelle" dei figli. Un genitore preferirebbe avere lui stesso un dolore o una sofferenza piuttosto che vedere soffrire il figlio!

La donna dice: "Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio". in greco "demonio" significa spirito (non specificato se spirito buono o cattivo) e, spirito è analogo a energia: "Mia figlia è tormentata da un'energia".

Oggigiorno i medici (giustamente) dicono che ci sono dei casi che possono essere causati da autosuggestione, da questioni psichiche: molte volte la persona non è posseduta dal demonio ma è solo schizofrenica.

Il Signore non guarda alle diagnosi dei medici perché Lui è in "Alto", Lui ha in "mano" il consiglio operativo della persona: Lui può fare tutto.

I medici si sforzano per poter comprendere una malattia, però... anche dopo averla individuata, diagnosticata (magari per telefono, come si usa fare oggi) più di quel tanto non possono fare perché non hanno in mano la "possibilità operativa". Gesù invece ha in "mano" la parte operativa, di conseguenza a Lui la diagnosi non interessa, Lui interviene direttamente.

Il primo intervento di Gesù però (diremmo noi) è stato deludente: "Non le rivolse neanche una parola!".

C'è gente che dice: "Ma io ho pregato! Ho detto il Rosario! Ho acceso quaranta candele! Ho fatto dire settanta Messe!....", ma....: "Egli non le rivolse neppure una parola".

Il Signore, per non essere scambiato per una macchinetta mangia gettoni, al momento tace! Noi invece vorremmo: candelina e.... grazia fatta! Santa Messa e... guarito!

Niente affatto, quindi non spaventatevi se pregando (e badate bene: con fede) non succede niente, perché questa è solo la prima fase. Chiaro che ci sono dei casi diversi, ma molti sono simili a quello della Cananea.

"Allora i discepoli Gli si accostarono implorando: esaudiscila. non vedi come ci grida dietro!".

Il bisogno, il dolore della figlia porta la mamma ad andare oltre il ragionamento.

Una persona qualsiasi con un minimo di ragionamento avrebbe detto: "Quello non mi dà ascolto, quindi è inutile che io implori". O peggio: "Quello sarebbe il famoso Rabbì che viene dalla Palestina e che tutti seguono? A me sembra un "villanzone" perché neanche mi risponde!".

Qui mi viene in mente Padre Pio quando rispondeva con maniere piuttosto brusche lasciando le persone scandalizzate le quali dicevano: "E quello sarebbe un santo?".

La razionalità è una gran bella cosa, però attenzione a non farvi bloccare dalla razionalità.

La Cananea non fa ragionamenti di nessun tipo e continua a "gridarGli" dietro; questo suo modo di fare ci lascia perplessi.

Il primo "intervento" di Gesù è il silenzio; il secondo: "Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele", e non per gli altri. Qui, oltre alla provocazione c'è anche un trabocchetto per la fede: pensare che Dio sia fatto solo per un gruppo di persone e non per tutti gli altri, in questo caso solo per gli ebrei, in altri casi quelli dell' "Opus Dei", Comunione e Liberazione, Carismatici....

Enorme tentazione: pensare che Dio sia solo per un gruppo ignorando che è Padre di tutti: Padre nostro che sei nei Cieli.... Questa è una delle peggiori tentazioni perché Dio non lo si può circoscrivere. Invece, tante volte, ispirati dall'Antico Testamento, si pensa che Dio sia solo il Dio di un determinato gruppo: il Dio degli ebrei, il Dio dei Romani, il Dio del Vaticano....

Dio è Dio e Padre di tutti!

Ritorniamo al Vangelo: Gesù provoca: "Io sono il Dio degli ebrei e non dei Cananei...".

Messori in questi giorni ha scritto: "Il Dio buono e il Dio cattivo": due dei,... senz'altro lo avrà scritto per ironia anche se c'è un detto popolare che dice: "C'è il Dio dei ciucch e il Dio dei fieu" in quanto sono categorie di persone super protette. Viene anche detto che c'è un "Dio minore"...

Dio è Dio ed è uguale per tutti anche se poi ogni singolo gruppo pretende di avere il suo Dio.

Gli ebrei a suo tempo sono stati gelosissimi quando hanno visto che la religione cristiana veniva propagandata a tutti, anche ai gentili, perché loro si ritenevano il popolo eletto, e in maniera esclusiva.

"Non sono stato inviato che per le pecore perdute della casa di Israele", ma la donna non si fa prendere dalla provocazione e "Si avvicinò".

Intuizione femminile: "Se quest'Uomo si è fermato vuol dire che mi risponderà e qualsiasi sia la risposta qualcosa succederà".

"Ed Egli rispose: non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini. Ma la donna aggiunge: Signore aiutami!".

Mi è capitato di andare in case dove c'è qualche figlio ammalato seriamente e di vedere la fatica che fanno queste madri..., quindi capisco la Cananea.

La donna del Vangelo è disperata: "Signore aiutami!". Questa frase detta dopo tutto quello che si è detto prima: il silenzio di Gesù, etc.... dimostra la fede della donna.

Noi non sappiamo se quella donna fosse una donna onesta o disonesta, se fosse una donna pia o no, sappiamo solo che il Signore giudica dal cuore: Gesù ha visto un cuore che veramente sapeva amare, ha visto una donna che amava la figlia.

"Signore aiutami", ed Egli rispose (altra mazzata): "non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini". Cane, nell'ambiente orientale è l'epiteto più basso che si possa dare a una persona: gli ebrei sono persone elevate e gli altri dei cani?

Questo tipo di mentalità esiste ancora oggi: guardate come certi ebrei trattano gli altri lamentandosi poi di quello che succede in Palestina!

Gesù ha voluto provocare la Cananea fino alla fine! Ma la donna, forse dal tono di voce di Gesù (noi non lo sappiamo), comprende la provocazione e non cade in essa, anzi continua: "E' vero Signore, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni". Osservazione giusta!

A questo punto Gesù replica: "Donna, davvero grande è la tua fede!". Gesù ha fatto alla Cananea l'esame di fede e gliel'ha fatto in maniera brusca, così che la donna avrebbe potuto ribellarsi, invece....: "Sia fatto come desideri. E da quell'istante la figlia fu guarita".

Con questo il Signore ha voluto farci capire che anche per noi l'esame potrebbe essere così. Gesù ci ha voluto dare un esempio di esame di fede.

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