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22 giugno 2014
SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO A)

Vangelo: Gv 6,51-58

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TESTO "Chi mangia questo pane, vivrà in eterno"

don Gianluca Peschiera (ragazzi)  

Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Anno A) (25/05/2008)

Vangelo: Gv 6,51-58 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Gv 6,51-58

51Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

52Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. 54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 55Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. 57Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. 58Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

"Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me ed Io in lui".

Gesù fa una grande rivelazione: chi ha fede in Lui si nutrirà di Lui e mangerà il suo corpo, berrà il suo sangue.

E' un linguaggio molto forte: i verbi "mangiare", "bere", sono gli stessi che vengono usati per mangiare un pasto. I discepoli, sentendolo parlare così, si sono quasi scandalizzati.

Ciò che il Signore vuole dirci è il suo grande desiderio: abitare in mezzo agli uomini che egli ama, diventare egli stesso cibo per il cammino verso la pienezza della vita che l'uomo può trovare solo in Lui.

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,51-58)

In quel tempo Gesù disse: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me.

Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Giovanni in questo brano del vangelo comprende l'Eucaristia – di cui oggi celebriamo la festa solenne - in modo originale. Lo si può notare da alcuni particolari presenti nel testo: anziché il termine "corpo" preferisce il termine "carne", probabilmente per sottolineare il realismo dell'incarnazione contro chi tendeva, al contrario, negare al figlio di Dio la possibilità di assumere una vera e propria umanità.

Il quarto vangelo non pensa soltanto all'Eucaristia-sacramento, ma all'intera esistenza di Gesù e al progetto di vita del discepolo.

L'Eucaristia è rivelatrice della verità di Gesù in tutta la sua interezza. Gesù viene dal cielo, è colui che si offre per la vita del mondo. Sono questi i due aspetti che definiscono Gesù nella sua persona e nella sua missione. E il discepolo è colui che mangia e beve la carne e il sangue di Gesù. È colui che riconosce l'origine di Gesù e il suo significato di salvezza e di conseguenza l'accoglie e lo condivide.

Un commento per ragazzi

Il pane, uno degli alimenti fondamentali dell'uomo, sazia la nostra fame e ci dà energia. Dobbiamo quindi considerarlo come una necessità vitale. Esso è frutto della terra, ma allo stesso tempo, frutto del faticoso lavoro umano; è fatto di farina ottenuta dall'unione di tanti chicchi di grano.

Il suo significato religioso: Nei tempi antichi, e anche nell'Antico Testamento, il pane era considerato un dono di Dio o degli déi. La sua offerta diventa segno del dono di sé a Dio. Solo più tardi è diventato simbolo del lavoro e della fatica umana. Per gli antichi, mangiare il pane durante i propri culti significava ricevere la vita divina.

Il pane nella Bibbia: Già nell'Antico Testamento Dio parla di sé attraverso il segno del pane. Al popolo che cammina nel deserto, Egli dona la manna come segno della sua attenzione e premura per l'uomo. Dio è davvero indispensabile per la vita dell'uomo, proprio come il pane, anzi, più del pane, infatti è scritto nella Bibbia: "Non di solo pane vive l'uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio". (Dt 8,3).Ai suoi discepoli insegna a chiedere nella preghiera il "pane quotidiano" cioè quello necessario alla vita; e questo non è solo il pane della tavola ma anche il "pane-di-Dio", che è Gesù stesso. Infatti Egli si dona a tutti in abbondanza (ricorda la moltiplicazione dei pani); attraverso di Lui si vive l'amicizia profonda con Dio che supera anche la morte: "chi mangia questo pane vivrà per sempre " (Gv. 6,5 1); e tutti coloro che mangiano il Suo pane crescono nell'amore fraterno e formano un nuovo popolo: la Chiesa.

Come un pane Gesù si è spezzato e offerto per tutti: nell'ultima cena ha voluto che proprio il pane fosse il segno del dono di tutta la sua vita per noi.

Il pane nella liturgia: Ci sono parecchie azioni nella celebrazione dell'Eucaristia che hanno per protagonista il pane: - momento della presentazione delle offerte: lì il pane è segno del lavoro di ogni uomo e dell'offerta che ciascuno fa di se stesso al Signore; offrire il pane è anche un gesto di ringraziamento per ogni dono che ci viene da Dio; nel momento più importante della celebrazione il pane che abbiamo portato all'altare ci viene riconsegnato come corpo di Gesù; così Egli ci dona la sua vita, la sua presenza, il suo aiuto; -fedeli all'insegnamento di Gesù anche noi chiediamo al Padre tutto ci che è necessario per vivere nella preghiera del "Padre nostro"; - il pane spezzato è poi distribuito a tutti gli invitati al banchetto di Gesù; chi mangia l'Eucaristia riceve lo Spirito di Gesù che fa crescere nella capacità di amare Lui e gli altri.

E' forse una Messa ben animata che produce l'Eucaristia?

Forse in minima parte, ma non è certo qui l'importanza del nostro andare all'Eucaristia. C'è qualcosa di molto più decisivo: la fede non può che ricevere questo sacramento che segnala una presenza divina come nessun'altra realtà: la fede si nutre di questo pane del Cielo che è Cristo stesso, pane indispensabile per la nostra vita, che altro non fa' che alimentare la nostra libertà di amore, ci costituisce come comunità al punto che noi la Chiesa diventiamo il corpo di Cristo con orizzonti spalancati sulla vita eterna.

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