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18 maggio 2014
V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

Vangelo: Gv 14,1-12

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TESTO Io sono la Via, la Verità e la Vita

don Romeo Maggioni  

V Domenica di Pasqua (Anno A) (28/04/2002)

Vangelo: Gv 14,1-12 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Gv 14,1-12

1Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. 2Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? 3Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. 4E del luogo dove io vado, conoscete la via».

5Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». 6Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».

8Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? 10Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. 11Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.

12In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre.

Sempre la scoperta di Dio è scoperta anche dell'uomo, l'uomo nelle sue dimensioni più profonde, quelle che toccano il nocciolo della vita e il suo destino di felicità. Gesù nel Cenacolo, quasi un testamento prima di lasciare i suoi, svela la sua profonda connessione con Dio e quindi - nei nostri confronti - la sua singolare e unica posizione di tramite e mediatore. Per mezzo di lui a noi si manifesta il Dio invisibile; per mezzo di lui noi abbiamo accesso al Padre in una comunione piena di vita. Dice appunto Gesù: "Io sono la via, la verità e la vita!".

1) IO SONO LA VERITA'

L'uomo è sempre alla ricerca della verità: verità parziali nella scienza, verità spirituali nella cultura, verità di senso nella religione. Si scopre sempre più come un piccolo punto d'uno schermo più grande, frammento di un mistero. Per questo è alla ricerca di Dio. Finché non lo incontra, l'uomo vive insicuro, angosciato della sua precarietà e finitezza. Teme la morte, nemica della vita. Per questo, magari inconsciamente, va invocando anche lui come Filippo: "Signore, mostraci il Padre e ci basta!".

A questa ricerca sincera, Dio ha risposto, rendendosi visibile e accessibile in un uomo, l'uomo chiamato Gesù. "Chi ha visto me, ha visto il Padre. Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me". Lui è l'immagine vera di Dio, lui è la VERITA', come usa dire san Giovanni, cioè la manifestazione reale e concreta di Dio all'uomo: "Se conoscete me, conoscete anche il Padre; fin da ora lo conoscete e lo avete veduto". Tutto quello che Dio voleva dire all'uomo, lo ha detto tramite Cristo: "Le parole che io vi dico, non le dico da me". Tutto quello che Dio vuol fare per l'uomo, lo fa tramite Cristo: "Il Padre che è in me compie le sue opere". In sostanza, alla fine Gesù dirà: "Io e il Padre siamo una cosa sola" (Gv 10,30).

L'incontro con questa verità di Dio è decisivo per una vita. "Si legge infatti nella Scrittura: Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e chi crede in essa non resterà confuso. Onore dunque a voi che credete; ma per gli increduli la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra angolare, sasso d'inciampo e pietra di scandalo. Loro vi inciampano perché non credono alla parola" (II lett.). Per questo Gesù ci esorta ad aver fiducia in lui: "Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me". Sono io, cioè, che vi conduco a Dio, e quindi alla sicurezza del senso e del possesso della vita.

2) IO SONO LA VIA E LA VITA

"Io sono la via: nessuno viene al Padre se non per mezzo di me". Ora è lui il ponte di accesso a Dio, il mediatore. "Per mezzo di lui sono state create tutte le cose, e per mezzo di lui tutte sono state riconciliate con Dio" (Col 1,16.20). San Paolo riassume così la nostra religione: "Uno solo è Dio e uno solo è il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù" (1Tim 2,5). Per questo Gesù oggi ci dice: "Nella casa del Padre mio ci sono molti posti. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io". Cristo è la strada giusta, l'unica, che conduce al vero Dio e alla vita con lui: "Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno" (Gv 6,40).

Più precisamente: proprio perché in Cristo Dio s'è reso totalmente presente agli uomini, ora è entrando in comunione con lui che entriamo in comunione col Padre: "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui" (Gv 14,23). Già da oggi Dio dimora con noi, dentro di noi, tramite Cristo, il cui segno efficace vistoso è l'Eucaristia: "Io sono nel Padre e voi siete in me e io in voi" (Gv 14,20). Fino a che "tutti siano una cosa sola. Come tu Padre sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato" (Gv 17,21). Questa è l'essenza della vita cristiana: l'anticipata intimità con la Trinità, che noi chiamiamo "vita di grazia", in attesa della "vita di gloria" in paradiso.

Ecco: "Io sono la vita". E' questione di vita. Da Dio la riceviamo, col peccato la perdiamo, per dono gratuito la possiamo riacquistare, fino al suo compimento oltre ogni nostro sogno, che è diventare "simili a Lui". La vita non è mera sussistenza, o qualità di vita puramente materiale; la vita è senso, la vita è sicurezza, la vita è speranza, la vita è anticipo e possesso di quel destino divino ed eterno che solo dà garanzia di scavalcare la morte e raggiungere la pienezza e felicità totale. Per questo san Paolo diceva: Cristo, vita nostra! La fede non è altro dalla vita; la fede è l'unico modo serio e pieno di concepire e realizzare la vita. Ancora una volta va affermato con forza che l'unico umanesimo possibile e ragionevole è quello cristiano. O cristiano, o meno che uomo.

******

"Voi siete - scrive oggi san Pietro - la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di lui che ci ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce" (II lett.). E' un grido d'orgoglio e un impegno di missionarietà. Cui va aggiunta la parola di Gesù oggi: "In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi". E' l'orgoglio di possedere il più alto grado d'umanità e la sua più vera intelligenza: niente abbiamo da invidiare noi cristiani da chi non lo è.

Con gioia va segnalato agli altri, che sono alla ricerca seria della propria riuscita. Identità e missionarietà vanno insieme come sorelle. E' quando il sale perde il suo sapore...che un cristiano perde la voglia di testimoniare, e il mondo inizia ad emarginarlo, perché non sa più che farsene di lui.

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