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15 marzo 2014
SABATO DELLA I SETTIMANA DI QUARESIMA

Vangelo: Mt 5,43-48

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TESTO Commento Matteo 5,43-48

a cura dei Carmelitani  

Sabato della I settimana di Quaresima (07/03/2009)

Vangelo: Mt 5,43-48 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

1) Preghiera

O Dio, Padre di eterna misericordia,
fa' che si convertano a te i nostri cuori,
perché nella ricerca dell'unico bene necessario
e nelle opere di carità fraterna
siamo sempre consacrati alla tua lode.

Per il nostro Signore Gesù Cristo...

2) Lettura del Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo 5,43-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.

Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?

Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste".

3) Riflessione

• Nel vangelo di oggi vediamo come Gesù ha interpretato il comandamento: "Non uccidere" in modo che la sua osservanza porti alla pratica dell'amore. Oltre a dire "Non uccidere" (Mt 5,21), Gesù citò altri quattro comandamenti dell'antica legge: non commettere adulterio (Mt 5,27), non dare falsa testimonianza (Mt 5,33), occhio per occhio, dente per dente (Mt 5,38) e, nel vangelo di oggi: "Amerai il prossimo tuo ed odierai il tuo nemico" (Mt 5,43). Così, cinque volte in tutto, Gesù critica e completa il modo antico di osservare questi comandamenti ed indica un cammino nuovo per raggiungere l'obiettivo della legge che è la pratica dell'amore (Mt 5,22-26; 5, 28-32; 5,34-37; 5,39-42; 5,44-48).

• Amare i nemici. Nel vangelo di oggi, Gesù cita l'antica legge che dice: "Amerai il prossimo tuo ed odierai il tuo nemico". Questo testo non si trova così nell'Antico Testamento. Si tratta piuttosto della mentalità regnante, secondo cui non c'era nessun problema nel fatto che una persona odiasse il suo nemico. Gesù discorda e dice: "Ma io vi dico: Se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste." E Gesù ce ne dà la prova. Nell'ora della sua crocifissione osservò ciò che predicò.

• Padre, perdonali! Non sanno ciò che fanno! Un soldato prende un polso di Gesù e lo mette sul braccio della croce, vi colloca un chiodo e comincia a battere. Varie volte. Scendeva sangue. Il corpo di Gesù si contorceva dal dolore. Il soldato, un mercenario, ignorante, lontano da ciò che faceva e che succedeva intorno a lui, continuava a battere come se fosse un pezzo della parete di casa sua e dovesse appendere un quadro. In quel momento Gesù prega per il soldato che lo torturava e rivolge la preghiera al Padre: "Padre, perdonalo! Non sa cosa sta facendo!" Amò il soldato che lo uccideva. Pur volendolo con tutte le forze, la mancanza di umanità non riesce a spegnere in Gesù l'umanità e l'amore! Sarà fatto prigioniero, sputeranno su di lui, gli rideranno in faccia, faranno di lui un re pagliaccio con una corona di spine in testa, lo tortureranno, l'obbligheranno ad andare per le strade come un criminale, dovette udire gli insulti delle autorità religiose, sul calvario lo lasceranno totalmente nudo alla vista di tutti e di tutte. Ma il veleno della mancanza di umanità non riesce a raggiungere la fonte d'amore e di umanità che scaturiva dal di dentro di Gesù. L'acqua dell'amore che scaturiva dal di dentro era più forte del veleno dell'odio che veniva dal di fuori. Guardando quel soldato, Gesù sentì dolore e pregò per lui e per tutti: "Padre perdona!" E presenta quasi una scusa: "Non sanno cosa stanno facendo" Gesù si solidarizza nei riguardi di coloro che lo maltrattavano e torturavano. Era come un fratello che va con i suoi fratelli assassini davanti al giudice e lui, vittima dei propri fratelli, dice al giudice: "Sono miei fratelli, sai, sono ignoranti. Perdonali! Miglioreranno!" Amò il nemico!

• Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. Gesù non vuole semplicemente spaventare, perché a nulla servirebbe. Lui vuole cambiare il sistema della convivenza umana. La Novità che vuole costruire viene dalla nuova esperienza che ha di Dio Padre, pieno di tenerezza che accoglie tutti! Le parole di minaccia contro i ricchi non possono essere occasione di vendetta da parte dei poveri. Gesù ordina di avere l'atteggiamento contrario: "Amate i vostri nemici!" Il vero amore non può dipendere da ciò che ricevo dall'altro. L'amore deve volere il bene dell'altro indipendentemente da ciò che lui fa per me. Perché così è l'amore di Dio per noi.

4) Per un confronto personale

• Amare i nemici. Sono capace di amare i miei nemici?

• Contemplare in silenzio Gesù che, nell'ora della sua morte, amava il nemico che lo uccideva.

5) Preghiera finale

Beato l'uomo di integra condotta,
che cammina nella legge del Signore.
Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore. (Sal 118)

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