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Un Dio che entra nella nostra vita
don Maurizio Prandi è uno dei tuoi autori preferiti di commenti al Vangelo? Vangelo: Mt 1,18-24 ![]()
In questa quarta domenica di Avvento incontriamo un'altra figura importante che ci accompagna incontro al Dio che si fa Bambino: San Giuseppe, protagonista del racconto evangelico che la liturgia oggi ci consegna... e Giuseppe rappresenta un po' tutti noi, con il suo turbamento di fronte ad una iniziativa, quella di Dio, che sconvolge pensieri, immaginazione, progetti personali e perfino il modo di rapportarsi con Dio stesso. E qui siamo in continuità con quanto già detto nelle domeniche precedenti: dobbiamo lasciar cadere qualsiasi idea di Dio che non sia il Dio di Gesù Cristo, ed è venuto anche il turno di Giuseppe di confrontarsi con quel necessario cambiamento interiore per poter entrare in relazione con Dio. Chi era Dio per gli israeliti del tempo di Giuseppe, e quindi quale era il volto di Dio che Giuseppe pensava di conoscere? Proviamo a guardare insieme al salmo che abbiamo pregato... salmo bellissimo ma che rischia di "portarci un po' via"... questo Dio è il re della gloria e a questo Dio appartengono la terra e quanto contiene, l'universo e i suoi abitanti... quale rischio allora? Quello di immaginare Dio in una lontananza inaccessibile, in una dimora in qualche modo separata e distante da noi e se pensiamo di poterlo incontrare non pensiamo che sia poi così facile perché stando al salmo questo incontro non potrebbe che avvenire al termine di una faticosa salita perché il suo tempio sta in alto, sopra il monte santo: chi salirà il monte del Signore? Chi starà nel suo tempio santo? Sembra quasi che davvero il rapporto, la relazione con Dio non sia per tutti.
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