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Nel volto di Dio, il nostro volto
don Maurizio Prandi è uno dei tuoi autori preferiti di commenti al Vangelo? Vangelo: Mt 11,2-11 ![]()
La terza domenica di Avvento, quella che viviamo in questa celebrazione e che poi prenderà le forme diverse del vivere comune una volta tornati alle proprie case, è la domenica della gioia. La Chiesa la chiama domenica "gaudete"... E' la gioia di un incontro già avvenuto ma che sta per prendere forma definitiva, forma più adulta anche se poi l'incontro è quello con un bambino. Nel vangelo di oggi possiamo scorgere, io credo, come il tempo dell'Avvento possa davvero essere "metafora della vita intera", in quanto se leggiamo in continuità con la scorsa domenica notiamo come siamo di fronte ad un tempo di progressiva rivelazione e scoperta. Alle volte vorremmo che tutto fosse chiaro da subito, vorremmo subito le risposte a tutte le nostre domande, ma la fede chiede di fare un cammino, un percorso che passa attraverso quella conversione prima di tutto interiore che dicevo già domenica scorsa: lasciar cadere tutte quelle idee di Dio che non siano il Dio dell'accoglienza e della misericordia, della predilezione per i piccoli e per gli esclusi... chiamati a far cadere quella idea di Dio tanto noi quanto Giovanni Battista, il quale aveva annunciato la venuta di un Messia giustiziere e Gesù, per quello che gli riferivano i suoi discepoli si presentava come un maestro mite e umile di cuore. Sperava in un Messia che avrebbe manifestato l'ira di Dio contro tutte le ingiustizie, fatto vincere i giusti e punito i deboli ponendo la scure alla radice dell'albero, bruciando con fuoco inestinguibile e invece Gesù sembrava che non volesse parlare di altro se non di misericordia, compassione, perdono. Aggiungiamo che se lui, giusto, stava in prigione, ed Erode Antipa, assassino, stava al piano di sopra a fare festini, qualche dubbio in Giovanni poteva anche nascere: il mondo andava come prima, con i malvagi a fare da padroni e i poveri sempre umiliati e sottomessi.
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