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25 agosto 2013
XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Vangelo: Lc 13,22-30

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TESTO La porta stretta...

don Giovanni Berti

XXI Domenica del Tempo Ordinario (Anno C) (26/08/2007)

Vangelo: Lc 13,22-30 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Lc 13,22-30

In quel tempo, Gesù 22passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. 23Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: 24«Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. 25Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. 26Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. 27Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. 28Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. 29Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. 30Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

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Come spesso accade nel Vangelo, Gesù non risponde direttamente alla domanda che gli è posta.

Questo tale gli chiede quanti si salvano, e Gesù gli dà come risposta l'immagine di una porta stretta da passare che conduce ad un banchetto con Dio al quale si partecipa non certo per privilegio, ma solo dopo una vita segnata dal bene...

Quante messe devo partecipare per avere la salvezza garantita?

Quante croci devo appendere in casa con statue e immagini di Santi e Madonne, e quante candele accendere in Chiesa per assicurarmi un posto in Paradiso?

Quante preghiere devo pronunciare al giorno per garantirmi l'amicizia con Dio?

Sono domande che al metterle giù così fanno sorridere... Ma siamo sicuri che non è proprio questo il nostro modo di misurare la salvezza e il nostro rapporto con Dio?

Anche nella vita di fede rischiamo di applicare il metodo del calcolo economico, volendo stabilire nel modo più preciso il "quanto", il "dove" e il "quando".

Gesù anche quando gli chiedono i tempi precisi della fine del giudizio finale, schiva la domanda.
Lui è preoccupato del "come" viviamo la salvezza già da ora.

Lui ci insegna che dobbiamo già da adesso iniziare la strada del Paradiso. Non basta avere il certificato del Battesimo e dirci cristiani di cultura e appartenenza sociale per poterci considerare salvi e degni di partecipare alla festa eterna nei cieli.

Anche se abbiamo banchettato nella mensa eucaristica tutte le feste e abbiamo ascoltato vangeli e prediche, se non smettiamo di operare iniquità nella nostra vita quotidiana rimarremo fuori dalla porta di Dio perché sarà troppo stretta per noi.

La porta di Dio è la porta della vita vera che inizia già da ora e finisce eternamente in cielo.

Gesù ci ha fatto conoscere come passare questa porta e continuamente ce lo insegna quando apriamo il Vangelo o seguiamo i tanti testimoni che nel corso della storia hanno vissuto come lui. E tra questi non tutti sono cristiani. Alla mensa di Dio nel cielo verranno da oriente, occidente, da sud e da nord. Questo significa che sono molti di più coloro che hanno vissuto lo stile di amore e di bene che Gesù ha insegnato di quelli segnati sui nostri registri parrocchiali.

Noi cristiani ai quali è stato dato questo dono (e non privilegio) di avere la fede esplicita in Gesù, abbiamo la possibilità di conoscere più profondamente il segreto della vita eterna. Abbiamo mezzi più potenti (il Vangelo, la Chiesa, i sacramenti e la preghiera...) per poter passare la porta stretta della vita.

Ma se pensiamo di passarla solo per il fatto che siamo cristiani allora ci accorgeremo presto che siamo troppo grassi d'orgoglio, di beni, di odio, di indifferenza... è la porta stretta rimane invalicabile.

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