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Trinità: invitati perchè unici ed irripetibili
don Maurizio Prandi è uno dei tuoi autori preferiti di commenti al Vangelo? Vangelo: Gv 16,12-15 ![]()
Se c'è una parola dalla quale possiamo partire nella solennità di oggi per non restare troppo distanti dalla realtà con quanto possiamo dire sul mistero che celebriamo, questa parola è: relazione. Nei manifesti che la comunità di Statale ha preparato per invitare le persone alla festa parrocchiale, abbiamo messo la bella immagine delle tre persone che da Abramo vengono invitate a mensa alle querce di Mamre. Da sempre quello è stato interpretato come un incontro con il Dio-Trinità, con il Dio che è Padre, Figlio, Spirito Santo. E' importante questo, perché da questa visione di Dio, dalla accoglienza in noi di questo Dio discende anche la visione della persona umana come relazionale (E. Bianchi). E' stato scritto: Dimmi che Dio hai e ti dirò quale è la tua umanità... Nella Trinità, lo possiamo notare anche nell'ultima pagina del foglio delle letture, ogni persona è per l'altro; osservate l'icona: il Padre guarda il Figlio e il Figlio guarda il Padre... entrambi sono rivolti l'uno verso l'altro... e lo Spirito, che domenica scorsa abbiamo detto essere l'amore che circola tra i due, si rivolge ad entrambi, guarda entrambi.
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